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dal mondo

Sirene, ilmistero svelato su DISCOVERY


STRAORDINARIO


squalo mangia squalo



Che fine ha fatto Tartaglia?

L'uomo che nel 2009 colpì l'allora premier con una miniatura del Duomo è stato fotografato al centro commerciale di Peschiera Borromeo. Le immagini sul settimanale Oggi Nel 2009 ferì l’allora premier Silvio Berlusconi lanciandogli una miniatura del Duomo. Poi venne assolto perché riconosciuto incapace di intendere e di volere al momento del fatto. E a cinque anni di distanza Massimo Tartaglia è stato fotografato mentre partecipava a un casting per lavorare come Babbo Natale in un grosso centro commerciale a pochi chilometri da Milano, la Galleria Borromea di Peschiera Borromeo. Le foto sono state pubblicate dal settimanale Oggi, in edicola mercoledì 10 dicembre. Nessuno degli spettatori che ha assistito al casting lo ha riconosciuto. Alla domanda con chi avrebbe voluto pranzare nei panni di Babbo Natale, Tartaglia ha risposto a Oggi: “Se fossi Babbo Natale, credo che dovrei pranzare con la Befana, sbaglio?”. Ma non vorrebbe cenare con un’attrice o magari con un politico?: “Beh, i politici forse è meglio che li lasci perdere

MOSTRO IN ISLANDA

Il mostro del lago esiste davvero: "E' lungo 30 metri" Nessie, abitante del lago di Loch Ness, è ancora relegata a leggenda. Lagarfljótsormur, mostro del lago di Lagarfljót, è invece realtà. A confermarlo, il governo islandese
ISLANDA - Fino a poche ore fa era solo una leggenda. Niente di più e niente di meno che una sorta di "amico a distanza" di Nessie. Ma da oggi il lago "Lagarfljót" potrebbe superare la fama di quello di Loch Ness. "Lagarfljótsormur", un mostro di novanta metri, esiste davvero. A confermare l'esistenza del lungo serpente è stata una commissione governativa islandese che, con sette voti a favore e sei contrari, ha sancito l'autenticità di un filmato girato nel 2012 e che potete vedere qui sotto. Fino ad oggi il "mostro" era stato bollato come una semplice rete da pesca allungata, ma dopo la votazione della Commissione la versione ufficiale è che "Lagarfljótsormur" esiste. O forse - sottolineamo, forse - si tratta solo di una trovata pubblicitaria del governo per rilanciare il turismo. Forse.

MOSTRO MARINO IN VIETNAM

la notizia del ritrovamento di un gigante mostro marino in Vietnam, riportata dal sito giapponese Karapaia. Nel video la grossa e lunga creatura di colore grigio è circondata da una folla di persone, alcune delle quali impegnata ad ispezionare l'enorme bocca dell'imponente creatura, appoggiata su un rimorchio. Ma cosa potrebbe essere. un verme gigante, un mostro marino, un alieno o addirittura un esperimento animale finito male?
SCERZO NEL BAGNO DELLE RAGAZZE
LA FOTO DEL FANTASMA

ADAM Cantano con il vibratore


Alieni in gabbia


DONNA BARBUTA E SI PIACE COSI'

Harnaam Kaur soffre della sindrome dell'ovaio policistico, una patologia che fa crescere una folta peluria su braccia, petto e viso. La ragazza ha visto spuntare i primi peli a soli 11 anni e da lì si è trovata ad affrontare un vero dramma psicologico.
Per anni sono stati numerosi gli insulti e le offese che ha dovuto sopportare, persino minacce di morte da parte dei bulli. Oggi però sta bene e ride di tutto questo, grazie all'avvicinamento allo Sikhismo, una religione che vieta di tagliare i peli del proprio corpo.
Harnaam ha deciso di non tagliare più la barba in segno di rispetto verso sé stessa. "Dio mi ha creata così e devo essere contenta, ho imparato ad amarmi per ciò che sono, nulla può più turbarmi".

Il problema dell’Africa è sempre quello: l’acqua
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venerdì 03 gennaio 2020
Le regioni di Dodoma e Iringa sono tra le più povere del paese, con tassi di malnutrizione infantile e di accesso all’acqua che sono più bassi della media nazionale.
Dalle regioni della Tanzania Centrale, le splendide località turistiche che rendono questo angolo d’Africa famoso in tutto il mondo sembrano lontanissime. Eppure, le spiagge di Zanzibar e i safari del Parco del Serengeti non sono così distanti.
Qui, però, è tutto diverso.
Le regioni di Dodoma e Iringa sono tra le più povere del paese, con tassi di malnutrizione infantile e di accesso all’acqua che sono più bassi della media nazionale.
In lingua swahili si dice “Maisha ni maji na afya” che significa “Acqua e salute sono la vita”. Un’espressione che possiamo considerare quasi scontata ma qui non lo è affatto. In queste regioni, solo tre persone ogni dieci hanno il “privilegio” di poter avere acqua sana, pulita e che non sia troppo distante da casa. Nelle stesse aree il livello di malnutrizione infantile è altissimo e si attesta intorno al 50% dei bambini dai 0 ai 5 anni. Si stima inoltre che circa 4.000 bambini in Tanzania ogni anno muoiano a causa di malattie legate al consumo d’acqua non potabile ed alla mancanza di servizi igienici adeguati.
Tra i progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo attivi nell’area per supportare la popolazione e le istituzioni locali, vi è il progetto il progetto “Maishani” che, oltre a costruire delle infrastrutture – come le cisterne nei centri sanitari che permettono la raccolta dell’acqua piovana per l’utilizzo nei periodi di scarsità idrica – ambisce ad innescare una serie di potenzialità per l’effettiva sostenibilità di ciò che viene realizzato.
Il punto è: alla fine del progetto, cosa resta alla comunità locale?
Come essere certi che gli schemi idrici continueranno a funzionare anche dopo la loro costruzione e che l’acqua continuerà ad essere erogata e gestita in maniera adeguata nei villaggi?
Francesco Riedo, responsabile in Tanzania di LVIA, associazione promotrice del progetto insieme a Medici con l’Africa CUAMM e con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo in qualità di finanziatore, spiega: «Con la nostra esperienza sul campo, abbiamo visto che la comunità locale è molto partecipativa quando si tratta di costruire dei punti acqua, perché l’acqua è un bisogno primario. Quando si costruisce uno schema idrico, si realizzano fontane pubbliche, allacciamenti dell’acqua nelle case, invasi d’acqua per il bestiame. Tuttavia, la mancanza di competenze nei villaggi è un problema da non sottovalutare. Il rischio è che una volta che un pozzo è stato scavato e sono stati effettuati tutti i collegamenti per portare l’acqua nei villaggi, intervenga un guasto o una cattiva gestione che può portare alla chiusura del servizio. E quindi alla mancanza di acqua».
Una recente riforma amministrativa in Tanzania ha rafforzato la responsabilità dei villaggi nella gestione dei servizi idrici, quindi nell’ambito del progetto è stato strutturato con l’agenzia nazionale preposta, un sistema di formazione professionale volto a formare, in collaborazione con i servizi del governo, delle figure professionali, dei “manager” locali che opereranno come consulenti dei comitati di villaggio titolari della gestione dei servizi idrici.
Tra i partecipanti al corso, 60 studenti hanno ricevuto tramite il progetto delle borse di studio, che hanno dato loro un sostegno economico indispensabile per la partecipazione. In molti casi è stato infatti necessario un trasferimento, poiché i tempi di spostamento, anche a causa del cattivo stato delle strade, avrebbero impedito ai partecipanti di rientrare in giornata al villaggio di provenienza.
Terminato il corso, molti di loro sono già impiegati nei villaggi in qualità di consulenti. Uno di loro è Bartholomeo Kisonjela che racconta: «Sono nato nel 1986 nel villaggio di Hogoro, dove ho frequentato la scuola elementare e media. Ho poi continuato gli studi secondari e mi sono sposato. Il mio unico lavoro era nell’agricoltura, coltivavo il mio campo e tutto il mio reddito era dipendente dal raccolto. I miei guadagni non erano affatto buoni e vivevamo in una situazione piuttosto difficile. Quando ho saputo del corso ho pensato fosse un’opportunità per avere più possibilità lavorative. Inoltre, ero già membro del Comitato dell’acqua nel mio villaggio: è un’attività che svolgo a titolo volontario e ho visto le difficoltà che spesso ci sono per la gestione, la manutenzione ecc… Ho pensato che il corso avrebbe aiutato l’intero villaggio ad avere un’acqua sempre buona con un servizio gestito in modo efficiente».
Bartholomeo spiega di aver appreso a fare la manutenzione dei punti acqua e anche a curarne la gestione amministrativa, dalla raccolta della tariffa alla corretta gestione dei fondi. Inoltre, è migliorata la condizione economica della sua famiglia: «Faccio delle consulenze a diversi villaggi e posso fare dei lavori per l’allacciamento dell’acqua nelle case. Questo mi aiuta tanto, ho un’ulteriore fonte di reddito e stiamo molto meglio».
Come fa presente il responsabile LVIA in Tanzania Francesco Riedo, c’è ancora molto lavoro da fare. «Dobbiamo migliorare l’informazione nei villaggi sull’esistenza di questa figura di Manager Idrico e instillare la fiducia di quanto possa essere un utile supporto alle comunità. Ci poniamo l’obiettivo della piena occupazione di questi studenti, le potenzialità sono grandi».
di Lia Curcio
font.unimondo.org

Lia Curcio
Sono da sempre interessata alle questioni globali, amo viaggiare e conoscere culture diverse, mi appassionano le persone e le loro storie di vita in Italia e nel mondo. Anche per questo, lavoro nella cooperazione internazionale con il ruolo di comunicazione ed ufficio stampa per una Ong italiana. Parallelamente, mi occupo di progettazione in ambito educativo, interculturale e di sviluppo umano. Credo che i media abbiano una grande responsabilità culturale nel fare informazione e per questo ho scelto Unimondo: mi piacerebbe instillare curiosità, intuizioni e domande oltre il racconto, spesso stereotipato, del mondo di oggi.

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Le opportunità dei fenomeni migratori
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giovedì 19 dicembre 2019


Civiltano.it il sito italiano di controinfo

"ricette dei migranti"

Si è celebrata ieri , 18 dicembre la Giornata Internazionale dei Migranti, per sconfiggere i pregiudizi e sensibilizzare l’opinione pubblica sul loro apporto in ambito economico, culturale e sociale a vantaggio sia del loro Paese d’origine, sia del Paese di destinazione.
In questa occasione, invece di parlare delle criticità legate ai fenomeni migratori, scelgo di parlare delle opportunità dei fenomeni migratori. Prima qualche numero (dati ufficiali ISTAT, INPS): in Italia, un bambino su sette è figlio di immigrati, il 15 per cento dei matrimoni sono misti, il 72% delle badanti sono immigrate. Il 67% degli italiani apprezza il ristorante etnico e i lavori stranieri versano all’INPS 11 miliardi l’anno. Insomma, si potrebbe dire che effettivamente l’Intercultura nutre la società.
Su questo presupposto si è basato anche il progetto “Le Ricette del Dialogo” promosso da LVIA con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e nell’ambito del quale, accompagnati da Slow Food sono stati i “migranti” stessi (chiamati così per semplicità ma impropriamente se si pensa che molti di loro vivono stabilmente in Italia da anni), a farsi portatori di dialogo attraverso la cucina dei loro paesi di origine.
Tra questi c’è Ibrahima che, arrivato dalla Guinea Bissau in Africa, oggi vive a Bra in provincia di Cuneo e con il supporto del progetto ha aperto una piccola attività di ristorazione in casa sua, dove le persone possono gustare la cucina del suo paese di origine, ascoltare la sua storia e conoscere qualcosa della sua cultura africana.
«Desidero far conoscere il mio paese partendo dall’amore per la Guinea e per la sua cucina. Un amore che mi è stato trasmesso da mia madre. Era una cuoca e aveva un ristorante tutto suo: è lei il simbolo del mio progetto». Ibraima esprime la sua passione per la cucina attraverso un dolce delizioso: le frittelle “fijos”, una ricetta che ha imparato da sua sorella e che continua a far parte dei suoi ricordi. «Sono arrivato in Italia nel 2015, dopo 24 giorni di viaggio. Sono partito dalla Guinea Bissau e, passando per il Senegal, il Mali, il Burkina Faso e il Niger, sono arrivato in Libia. Da qui ho preso la via del mare e sono arrivato finalmente a Lampedusa. I primi passi non sono stati semplici, ma, grazie alla cooperativa che mi ha accolto a Bra, ho avuto la possibilità di conoscere tante persone, di imparare l’italiano e soprattutto di trovare un lavoro che, ad oggi, mi ha permesso di affittare un alloggio e vivere in piena autonomia. Ho deciso di partire per poter aiutare la mia famiglia, dato il difficile contesto in cui mi trovavo in Guinea Bissau. Inoltre, ho sempre creduto che rimanere tutta la vita nello stesso posto fosse un limite. Avevo ragione. Una volta arrivato qui, ho capito quanto fosse fondamentale allontanarsi per scoprire luoghi e persone nuove». Sentirsi a casa, in Italia, non è stato subito semplice, per lo più se si considera che la comunità della Guinea Bissau, a differenza di tante altre, non è così numerosa in Piemonte. Ibraima, in questi 4 anni, ha conosciuto solo una decina di suoi connazionali. Il cibo, però, è stato un ottimo strumento per ritrovare un pezzo di radici anche a Bra.
«Quando torno a casa dal lavoro e sono stanco, amo mettermi a cucinare, soprattutto per gli altri. Mi sento libero, creativo e vivo». Ibraima cucina da quando era bambino e ha imparato tutte le ricette che propone quotidianamente dalla maestria di sua madre. «Finita la scuola, correvo a casa per cucinare con mia madre. La parte che preferivo era il termine della preparazione, quando i piatti erano pronti e li si assaporava tutti insieme. Del riso, attendevo la parte finale, quella rimasta in fondo alla pentola. Sapendolo, mia madre me la lasciava sempre da parte. Ci sono tanti altri ricordi che mi legano a lei. Per esempio, una ricetta tipica che cucinava durante il mese di Ramadan, fatta di manioca, patate dolci africane, burro di arachidi, pesce o carne secca». Da passione a lavoro: questo è il grande desiderio di Ibraima, che ripone molta fiducia in questo progetto, affinché possa essere il trampolino di lancio per raggiungere i suoi obiettivi.
La Giornata Internazionale dei Migranti vorrei celebrarla così… celebrando le persone e quello speciale valore aggiunto che si crea dall’amalgama di cibi e culture.
(Tutte le storie dei “cuochi migranti” possono essere lette sul ricettario “Le Ricette del Dialogo”)
di Lia Curcio
Lia Curcio
Sono da sempre interessata alle questioni globali, amo viaggiare e conoscere culture diverse, mi appassionano le persone e le loro storie di vita in Italia e nel mondo. Anche per questo, lavoro nella cooperazione internazionale con il ruolo di comunicazione ed ufficio stampa per una Ong italiana. Parallelamente, mi occupo di progettazione in ambito educativo, interculturale e di sviluppo umano. Credo che i media abbiano una grande responsabilità culturale nel fare informazione e per questo ho scelto Unimondo: mi piacerebbe instillare curiosità, intuizioni e domande oltre il racconto, spesso stereotipato, del mondo di oggi.
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Il salotto dei sondaggi politici
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giovedì 12 dicembre 2019

civiltano il sito italiano sul webnews

il salotto dei sondaggi politici “Se si votasse oggi, chi sceglierebbe?” o “Per quale partito intende votare alle prossime elezioni?”. Sono alcune delle tipiche domande dei sondaggi politici realizzati da apposite agenzie private che interpellano i cittadini tramite i canali telefonico, e-mail e faccia a faccia. Ci sono sondaggisti che, con tempi e budget ristretti, scelgono di sacrificare il rigore metodologico ricorrendo soprattutto alla raccolta dati in modalità online e fanno solo confusione nel dibattito pubblico, mentre altri sono più professionali ma scontrandosi nella difficoltosa costruzione del campione che quasi mai rappresenta adeguatamente la popolazione ed è lontano dal reale sentire. Poi c’è il problema delle risposte, che molto spesso sono incerte e talvolta influenzate dagli stessi quesiti formulati in modo tale da pilotare l’orientamento degli intervistati.
Per il filosofo e sociologo Pierre Bourdieu il sondaggio è subordinato a interessi politici con l’effetto manipolatorio di «costituire l’idea che esiste un’opinione pubblica unanime, quindi di legittimare una politica e rinvigorire i rapporti di forza che la fondano o la rendono possibile».
Ma, in Italia, quali sono le principali agenzie di sondaggi politici e chi c’è dietro?
Cominciamo da IndexWay, che fa analisi demoscopiche per Piazzapulita di La7. Specializzata in ricerche di mercato, comunicazione, formazione e produzione cinematografica, è stata fondata dai fratelli Luigi e Ambrogio Crespi, con il coinvolgimento operativo dei familiari: Natascia Turato con ruolo di direttore e Anna Crespi che è fotografa e graphic designer, rispettivamente moglie e figlia del primo; Helene Pacitto, coniuge del secondo, che nel 2017-19 è stata l’organizzatrice dell’attività di comunicazione istituzionale e politica della senatrice Anna Maria Bernini di Forza Italia.
Luigi da giovane era un militante comunista, da Autonomia Operaia al PCI. Poi diventa spin doctor, cioè consulente politico per procacciare consenso elettorale. Bazzicava nell’area della Lega Nord e nel 2001 consiglia a Silvio Berlusconi il “Contratto con gli italiani”, lavorando in seguito per Gianni Alemanno, Francesco Storace, Stefano Caldoro, Raffaele Fitto, Daniela Santanchè, Mara Garfagna, Gianfranco Miccichè e affini. Il fratello Ambrogio è un comunicatore e regista, nel 2006 si candida a Sindaco di Milano (ottiene solo un migliaio di voti) e nel 2010 cura la campagna elettorale per la rielezione a Sindaco di Tirana del socialista Edi Rama, che non vinse ma dal 2013 è premier dell’Albania. I due Crespi sono coinvolti in vicende giudiziarie di bancarotta fraudolenta: condannati per il dissesto nel 2004 della HdC Holding della Comunicazione con un passivo di € 40 milioni; più di recente rinviati a giudizio per il fallimento nel 2017 della SpinWeb con un deficit di € 3 milioni ed era impresa che sviluppava progetti editoriali come il giornale “Tazebao” di Sandro Gozi (Italia Viva). Altro pesante precedente penale è in capo ad Ambrogio, che nell’ottobre 2012 è stato arrestato con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso per una presunta raccolta di voti dalla ‘Ndrangheta per Domenico Zambetti dello schieramento Formigoni alle regionali lombarde del 2010. Proclamatosi innocente, chiese più volte al Tribunale della Libertà e alla Cassazione la scarcerazione, che gli negarono. Torna libero nell’aprile 2013, dopo 7 mesi di detenzione, perché non c’era rischio di fuga e reiterazione, ma nel 2017 arriva la condanna a 12 anni di reclusione, pena dimezzata nel 2018 in Corte d’Appello per il riconoscimento delle attenuanti generiche.
IndexWay ha da poco siglato un accordo con la cessione di una quota di maggioranza relativa del suo capitale alla Proger – importante società per azioni di engineering e management a livello mondiale – che è interessata a tutte le attività dell’agenzia, compresa “La Fabbrica dei Leader” che organizza corsi di marketing e comunicazione per talenti ed è condotta dai cosiddetti “Fabbricatori” tra cui Luigi e Ambrogio Crespi, con rispettive consorti, ed anche il giornalista televisivo Luca Telese. L’investimento si inserisce in un piano di sviluppo nei settori Oil&Gas, Green Energy, Sanità, Sicurezza e Media, nell’ambito di un’ampia partnership industriale con il colosso Cadogan Petroleum quotato alla Borsa londinese, ma per ulteriori informazioni su queste operazioni la Proger rimanda al proprio ufficio stampa gestito dalla Klaus Davi & Co dell’omonimo giornalista.
Nella Proger il presidente è Chicco Testa, con un passato dirigenziale in Idea Capital Funds di DeAgostini, banca Rothschild, Enel, Acea e Legambiente, nonché deputato comunista nella prima repubblica, mentre il vicepresidente è Antonio Mastrapasqua che anni fa era a capo dell’Inps.
Azionisti di riferimento sono gli ingegneri Umberto Sgambati e Marco Lombardi: il primo è stato classificato nel 2016 da Milano Finanza al 45° posto dei 100 italiani più influenti; il secondo è stato ospite alla puntata del 13 giugno 2019 di Piazzapulita per presentare il progetto Aware di approvvigionamento sostenibile di acqua ed energia per le comunità agricole africane.
Soci minoritari sono la finanziaria Simest del gruppo pubblico Cassa Depositi Prestiti; Tifs Partecipazioni dell’ingegnere Giorgio Finotti, che è il figlio di Antonio Finotti soprannominato il “Cuccia veneto” per il lunghissimo periodo di presidenza nella fondazione bancaria Cassa Risparmio Padova Rovigo (Cariparo) e per la quale era stato indagato su una presunta elusione fiscale da € 400 milioni, ma poi scagionato; Marco Annoni, avvocato, che durante tangentopoli faceva il corriere con bustarelle strapiene di milioni in contanti; mesi fa vi era pure Salvatore Margiotta, ex DC ed attuale senatore PD e Sottosegretario di Stato alle infrastrutture e trasporti, che nel 2008 venne indagato e successivamente condannato ai primi gradi di giudizio per corruzione nella costruzione del giacimento petrolifero Tempa Rossa Total a Potenza, poi assolto in Cassazione. Il Margiotta fu recordman di raccolta ospiti per la cena di autofinanziamento all’Eur di Roma nel 2014 del PD renziano, portando imprenditori e industriali, tra cui l’ex socio Lombardi.
Dalla squadra dei Crespi è fuoriuscita Alessandra Ghisleri, che era dirigente e partecipò al gruppo di lavoro del contratto berlusconiano. Laureata in oceanografia paleontologica, ma specializzata in statistica, nel 2003 si mette in proprio con l’agenzia Euromedia Research divenendo la sondaggista di fiducia di Berlusconi. Da qualche anno dà i numeri in TV, dapprima per Ballarò su Rai 3 e adesso per Porta a Porta su Rai 1.
Nel 2004 nasce l’impresa di ricerche di mercato Acqua Group, che fa sondaggi per Agorà su Rai 3 e nel portafoglio clienti annovera Enel, Generali, Intesa SanPaolo, Mediaset, Mondadori, Coop ed altri, inserendosi inoltre nel programma Elite di Borsa Italiana per realtà in crescita con eventuale quotazione. I proprietari sono il bocconiano Andrea Cimenti, con una carriera iniziata alla CECA (Comunità Economica Carbone Acciaio), e Davide Arduini con laurea economica alla Cattolica e vicepresidente dell’associazione nazionale di comunicazione UNA. Entrambi, dal 2001 al 2003, avevano incarichi dirigenziali nella HdC Holding della Comunicazione dei Crespi.
Una delle più grandi e storiche aziende di ricerca è invece Ipsos, che ha il quartier generale a Parigi.
È stata fondata nel 1975 da Didier Truchot, ricco e influente uomo di affari con un patrimonio complessivo stimato di oltre € 500 milioni ed agganci negli ambienti politici di destra e di sinistra. Quotata alla Borsa parigina, il principale azionista è lo stesso Truchot, insieme a due potenti multinazionali di gestione risparmio e fondi pensione: Fidelity International della facoltosa ereditiera americana Abigail Pierrepont Johnson con $ 15 miliardi di ricchezza personale; Schroder Company con circa £ 450 miliardi di assets e riconducibile all’omonima nobile stirpe amburghese di mercanti e banchieri. Ipsos ha ultimamente potenziato l’attività acquistando la piattaforma di intelligenza artificiale Synthesio per captare dati globali dalle conversazioni online di consumatori e utenti sui social. In Francia ha nel tempo eseguito sondaggi privati per i Presidenti della Repubblica Francois Mitterrand, Jacques Chirac e Nicolas Sarkozy, redigendo anche un recente rapporto sul consenso a Emmanuel Macron, sempre con l’obiettivo di essere la favorita dell’Eliseo, per tentare di accaparrarsi in esclusiva le commesse. In Italia è da un decennio aggiudicataria del grosso appalto Istat sulle spese delle famiglie e le forze del lavoro, per il calcolo di PIL e inflazione: all’ultima gara è stata l’unico singolo operatore partecipante, mentre gli altri erano in raggruppamento d’impresa ma senza i numeri per vincere. La filiale italiana è presieduta da Nando Pagnoncelli, che firma e presenta le rilevazioni demoscopiche nel giornale Corriere della Sera e nel talk DiMartedì su La7. Lui è un sondaggista di lungo corso, laureato in Scienze politiche, che inizia la carriera nella cooperativa di ricerche Abacus, assumendone il ruolo di direttore generale nel 1990, dopo che fu acquistata dall’azienda francese di sondaggi Sofres e un primario cliente era Fininvest. Ha scritto dei libri sull’opinione pubblica e siede nel comitato editoriale, possedendo pure una piccolissima partecipazione, del magazine digitale InPiù che divulga “autorevoli” informazioni politico-economiche e appartiene al gruppo dei fratelli Abete Luigi (presidente Bnl ed ex presidente Confindustria) e Giancarlo (dirigente sportivo ed ex deputato DC), figli di Antonio Abete che era impiegato dell’Istituto Poligrafico dello Stato e divenne industriale tipografico fornendo stampanti alla pubblica amministrazione.

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NEWS INDECENTI.........................................................
NEWS INDECENTI

La strana creatura è stata filmata in un villaggio di Miao nel Kunming, nella Cina Meridionale. Si tratta di una mutazione genetica oppure di tanta suggestione?

I fondatori del movimento delle Sardine si sono ritrovati in un ristorante di Lido di Savio, porte chiuse ai giornalisti, dopo il bagno negato al Papeete. "Sarebbe stato un gesto simbolico visto che lì Salvini chiese pieni poteri", racconta Lorenzo Donnoli. "Nessuna polemica - sostiene Mattia



Il portavoce delle 'Sardine' Mattia Sartori risponde ad un post di Matteo Salvini: "Noi non vogliamo in Emilia Romagna la sua narrativa, vi sembra normale che aizzi in questo modo? Mi rivolgo a tutte le 'sardine' all'ascolto!"

MOTIVAZIOI ASSOLUZIONE BERLUSCONI PROCESSO RUBY



LA NUOVA FRONTIERA IL BARATTO..........................................



Davide Erba ed Eleonora Dellera, " l’idea è nata guardando l’armadio dei nostri figli riempirsi di vestiti inutilizzabili. Siamo partiti dall’idea di riutilizzare i vestiti da bambini, poi ci siamo resi conto che anche le donne hanno spesso armadi strapieni e voglia costante di cambiare guardaroba”La prima boutique Armadio Verde nasce a Milano nel 2011 come luogo fisico dove i genitori potevano scambiare i vestiti in disuso dei loro bambini. Al crescere della richiesta Albero Verde si è prima trasformato in un franchising con una rete di “swap boutique” fisiche sul territorio italiano e nel 2015 ha assunto la configurazione attuale: un negozio online con servizio di ritiro a domicilio e consegna in tutta Italia in 24-48 ore. Da marzo 2018 è stata infine introdotta la linea donna con conseguente raddoppio degli scambi: il 60% dei vestiti che oggi Armadio Verde rimette in circolo è costituito da capi femminili. Impressionanti i dati 2018: 25 dipendenti, più di 8.000 clienti attivi per conto dei quali Armadio Verde muove quotidianamente circa 3.000 capi.



L'associazione senza scopo di lucro IlBharat si pone l’obiettivo di promuovere il libero scambio di attività, aiuto e lavoro. E’ il mezzo con il quale la nuova umanità riprende il controllo sull'economia spostando il valore dalla moneta al lavoro inteso come scambio di servizi tra persone, la creazione di un territorio franco dove tutti possono dare e avere gestendo al meglio le proprie capacità ed energie. La nuova Onlus “ILBHARAT”, costituitasi a Lugano lo scorso 11/9/2019, e la band “STATOBRADO” organizzano la prima conferenza di presentazione della neonata Onlus a Porretta Terme (BO) presso l’HOTEL SANTOLI sabato 9 e domenica 10 novembre. Saranno gli stessi fondatori a presentare il progetto e le attività a partire dal Presidente Luigi Baratiri, noto già per essere stato un ex collaboratore del SISMI (Servizi Informazioni e Sicurezza Militare), per il suo canale su Youtube "La nemesi della hybris" e per aver raccontato la sua storia personale nel libro “L’intelligence degli Dèi” (Nexus Edizioni), presentato in anteprima assoluta proprio nella cittadina termale emiliana lo scorso maggio. Lo stesso Baratiri collabora con la band “STATOBRADO” nel singolo/videoclip “Sei Magie”(2019) e insieme organizzano questa due giorni di approfondimento scientifico e culturale dove la prima giornata è dedicata alla conferenza di presentazione della Onlus, del portale di riferimento, di alcuni prototipi unici dedicati alla free energy, per la prima volta in Italia. L’evento sarà gratuito con posti limitati quindi è importante la prenotazione esclusivamente al numero di telefono dell’Hotel Santoli 0534 23206 oppure via email Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Sarà possibile anche prenotare la cena del sabato presso il ristorante dell’hotel “Il Bassotto” fino ad esaurimento posti, tenendo di riferimento gli stessi contatti dell’Hotel Santo



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Nico Allegretti, presidente di OneBarter, racconta come il baratto, nella sua nuova forma tecnologicamente assistita, possa contribuire ad abbattere la necessità delle imprese di finanziarsi con linee di credito bancarie, e possa rilanciare gli scambi e l'economia. Un settore, quello del Barter (cioè "comprare pagando vendendo", come lo definisce Allegretti), che negli Stati Uniti si porta già dietro il 5% del Pil.






CYB BARTER e' un progetto per realizzare la piattaforma dove si scambiano, si vendono e si comprano, i prodotti. Tutto quello che le famiglie non possono comperare ( prodotti alimentari esclusi ). Lo possono comprare ugualmente , senza euro. Il progetto pubblicato come libro, e' il frutto di studio in 22 anni, 13 stati vissuti. Capire come scambiano in Indonesia non e' peccato. E' un progetto che ha rifiutato il finanziamento europeo e rifiuta anche di essere finanziato come studio. Il progetto e' della gente, non delle banche. Pubblicato il 02 di Novembre 2017 in lingua italiana, e' un chiaro rifiuto all'euro e alla speculazione. L'abbiamo capito tutti: si vive molto meglio senza corruzione e senza speculazione. Nella notte di Natale a Madrid ho scritto la poesia che lo rappresenta. Essa viene dalla mia emozione di volerlo mettere in pratica. In questi video trovate la stessa poesia con musiche diverse. Ora cerco le voci; o meglio: gli urli. Voglio che la gente urli una frase della poesia. Voglio che il progetto pubblicato sia presentato in questo modo.



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