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il futuro della conoscenza






Vargas Llosa: «L’Italia paese di illusioni e di derive populiste. Non a caso avete Berlusconi»
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giovedì 02 settembre 2010
di Roberto Carnero da l'unità



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vargas llosa
Un suo nuovo libro è in uscita, in spagnolo, a novembre, e per l’Italia Einaudi sta già traducendolo. Ce lo ha confidato Mario Vargas Llosa, vincitore del Premio Internazionale Viareggio-Versilia 2010. Il prestigioso riconoscimento viene assegnato ogni anno, come recita il regolamento, “a una personalità di fama mondiale che abbia speso la vita per la cultura, l’intesa tra i popoli, il progresso sociale e la pace”. E lo scrittore peruviano è sicuramente uno dei protagonisti della vita culturale e civile contemporanea che più si è impegnato su questi temi. Nato nel 1936 in Perù, ha poi vissuto a lungo a Parigi, dove ha avuto modo di confrontarsi più da vicino con la tradizione culturale europea. Dal romanzo d’esordio, La città e i cani, ha scritto una trentina di libri. Il nuovo romanzo si intitola Il sogno del Celta. “È un romanzo storico, che ci ho messo tre anni a scrivere. È ambientato nell’epoca in cui cominciò l’utilizzo su scala industriale del caucciù, che veniva preso in Congo e nella foresta amazzonica. Per ottenere il controllo delle zone dove si estraeva questa sostanza, i colonizzatori europei compirono dei veri e propri stermini di massa, forse i primi grandi genocidi dell’epoca contemporanea. Il protagonista del mio libro è un personaggio realmente esistito, Roger Casement, diplomatico britannico ma anche, clandestinamente, indipendentista irlandese. Fu amico di Joseph Conrad, che accompagnò in Congo nel viaggio che poi sarà all’origine del romanzo ‘Cuore di tenebra’. Casement fu il primo a documentare le atrocità perpetrate dagli europei ai danni delle popolazioni locali di cui si voleva sfruttare una risorsa fondamentale per l’industria dell’epoca. Ma la sua voce non fu ascoltata, anzi fu messa a tacere. Mi interessava sfatare il mito del colonialismo a partire da un testimone scomodo”.

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Ivo Costamagna: razzismo e bullismo in città. Chi semina vento raccoglie tempesta.
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mercoledì 01 settembre 2010
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ivo costamagna
questo post su civitanovalive

COSTAMAGNA SUL BENGALESE AGGREDITO “CARO MOBILI CHI SEMINA VENTO ALLA FINE RACCOGLIE TEMPESTA”

“Il Sindaco Mobili sulla vicenda del giovane bengalese aggredito in spiaggia commette un errore fondamentale”.

Da Ivo Costamagna, già Sindaco di Civitanova Marche e Segretario Provinciale PSI riceviamo e pubblichiamo: “Il Sindaco Mobili sulla vicenda del giovane bengalese aggredito in spiaggia commette un errore fondamentale. Quando dice che a Civitanova non ci sono razzisti usa il tempo presente mentre dovrebbe declinare quel verbo al passato: “A CIVITANOVA NON C’ERANO RAZZISTI”.

La Civitanova “OSPITALE E SOLIDALE” oggi non rappresenta più la totalità del tessuto sociale della città nella quale siamo, invece,cresciuti. Nulla avviene per caso! Per capire cosa è successo in questi anni, ciò che ha modificato il DNA di Civitanova, il Sindaco risponda, non a me ma alla città, a queste 4, semplici, domande:1)E’ vero o no che questa è l’unica città delle Marche dov’è ancora “vigente” un’Ordinanza del Sindaco che sanziona i mendicanti, coloro che sono costretti a chiedere l’elemosina?

2)E’ vero o no che questa è la città dove, poco tempo fa, non si è trovata una soluzione abitativa per uno sfrattato anche perchè è da 15 anni che non si costruisce più una CASA POPOLARE ma solo costose (e speculative) Zone Residenziali e che per lo sconforto questa persona si è tolta la vita?

3)E’ vero o no che 6 mesi fa è stata negata la residenza civitanovese ad un… “invisibile’, un “barbone”, a cui pure tanta gente a Fontespina voleva bene ed aiutava?

4)E’ vero o no che non esiste a Civitanova alcuna struttura pubblica di prima accoglienza degli immigrati e di supporto alla soluzione dei tanti problemi che si debbono risolvere se si vuole davvero ottenere l’integrazione in una societa multietnica?

Si sono lanciati messaggi di sostanziale ostilità verso gli “ULTIMI” e di indifferenza nei confronti di coloro che vivono la difficile condizione di “NUOVI POVERI” del Terzo Millennio.

Occore invertire rapidamente questa pseudo cultura delle Giunte di destra che, negli ultimi 15 anni, hanno governato Civitanova.

INSOMMA: “QUANDO SI SEMINA VENTO ALLA FINE, PURTROPPO, SINDACO MOBILI, SI RACCOGLIE TEMPESTA!”





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Abuso di auto blu: il presidente del consiglio regionale friulano indagato da Corte dei conti
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mercoledì 01 settembre 2010
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spese ingiustificate


da Abuso di auto blu in Friuli Venezia Giulia nel mirino della Corte dei conti.

Il Tribunale contabile ha aperto un’inchiesta proprio per verificare eventuali danni erariali causati dall’utilizzo dell’auto di rappresentanza (per fini privati) da parte del presidente del Consiglio regionale, il leghista Edouard Ballaman. L’iniziativa è stata avviata a seguito di un articolo pubblicato questa mattina dal quotidiano “Il Messggero Veneto”: il giornale riferisce di una serie di episodi nei quali, dal 2008 al marzo 2010, Ballaman avrebbe utilizzato l’auto blu e l’autista per finalità non istituzionali. In particolare, il Messaggero Veneto riferisce di viaggi a Caorle (Venezia), dove Ballaman ha una casa per le vacanze, e in località dove si svolgevano iniziative o incontri politici della Lega Nord. Sono inoltre elencati tragitti per “impegni professionali”, verso la casa della fidanzata e attuale moglie in provincia di Venezia. E ancora, viaggi diretti ad aeroporti del Nord Italia non collegati a impegni istituzionali.

Nell’aprile 2010 Ballaman ha rinunciato all’auto blu ottenendo il rimborso chilometrico di 3.200 euro al mese previsto per i consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia. Il presidente del Consiglio regionale ha dichiarato di essere sereno e tranquillo. “Ho visto una notevole serie di anomalie e incongruenze sui dati riportati dalla stampa. A ogni modo, ho dato mandato a un legale affinchè si proceda nelle sedi opportune”. Ballaman non ha rinunciato a qualche polemica: “Sono assolutamente sereno – ha aggiunto – e preferisco il giudizio della Corte dei Conti, nella quale ho la massima fiducia, rispetto a quelli sommari di qualche giornalista”.

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