VIGNETTE !!!!!
Home
Contattaci
Notizie
Collegamenti web
Dall'Italia e dal mondo


Nasce l'inno dei medici contro il virus

Un video musicale per raccomandare ai cittadini di restare a casa. È quello realizzato dalla Federazione Italiana delle Società Medico Scientifiche (Fism) suonato e cantato da medici specialisti e rilanciato sui social della Fism e del Ministero della Salute. Pur impegnati in un momento così difficile, un gruppo di medici da tutta Italia ha voluto trovare il tempo, tra un turno e l'altro, per prendere gli strumenti in mano e rilanciare l'invito ai cittadini a restare a casa. Il testo è stato scritto appositamente per loro dal maestro Giulio Rapetti Mogol che ha rivisto le parole originarie de “Il mio canto libero”, il classico della canzone italiana scritto con Lucio Battisti. È così nata l'idea di interpretare la canzone, ovviamente a distanza, mettendo a valore le capacità musicali di tanti professionisti delle corsie di tutta Italia per sottolineare come il difficile lavoro negli ospedali debba essere sostenuto dall'impegno di tutti. Ne è nato un vero e proprio inno che, pur nella fatica, non abbandona la speranza. Come recita il testo “adesso resta a casa, esci solo a far la spesa… domani un nuovo giorno sarà”.








Maurizio Crozza e il monologo sul corona virus



Sirene, ilmistero svelato su DISCOVERY


Domenico Bini

il momento

sta andando tutto male



MOSTRO IN ISLANDA

Il mostro del lago esiste davvero: "E' lungo 30 metri" Nessie, abitante del lago di Loch Ness, è ancora relegata a leggenda. Lagarfljótsormur, mostro del lago di Lagarfljót, è invece realtà. A confermarlo, il governo islandese
ISLANDA - Fino a poche ore fa era solo una leggenda. Niente di più e niente di meno che una sorta di "amico a distanza" di Nessie. Ma da oggi il lago "Lagarfljót" potrebbe superare la fama di quello di Loch Ness. "Lagarfljótsormur", un mostro di novanta metri, esiste davvero. A confermare l'esistenza del lungo serpente è stata una commissione governativa islandese che, con sette voti a favore e sei contrari, ha sancito l'autenticità di un filmato girato nel 2012 e che potete vedere qui sotto. Fino ad oggi il "mostro" era stato bollato come una semplice rete da pesca allungata, ma dopo la votazione della Commissione la versione ufficiale è che "Lagarfljótsormur" esiste. O forse - sottolineamo, forse - si tratta solo di una trovata pubblicitaria del governo per rilanciare il turismo. Forse.
MOSTRO MARINO IN VIETNAM

la notizia del ritrovamento di un gigante mostro marino in Vietnam, riportata dal sito giapponese Karapaia. Nel video la grossa e lunga creatura di colore grigio è circondata da una folla di persone, alcune delle quali impegnata ad ispezionare l'enorme bocca dell'imponente creatura, appoggiata su un rimorchio. Ma cosa potrebbe essere. un verme gigante, un mostro marino, un alieno o addirittura un esperimento animale finito male?



La strana creatura è stata filmata in un villaggio di Miao nel Kunming, nella Cina Meridionale. Si tratta di una mutazione genetica oppure di tanta suggestione?
Sfizzicariello: la gastronomia sociale PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
ScarsoOttimo 
Scritto da Administrator   
martedì 17 marzo 2020



Se vuoi vedere il video completo clicca sotto
Guarda il video completo Lo Sfizzicariello, documentario
Nel manicomio il malato non trova altro che il luogo dove sarà definitivamente perduto, reso oggetto della malattia e del ritmo dell’internamento” ricordava Franco Basaglia, lo psichiatra che assieme al collega e parlamentare Bruno Orsini fu il promotore della riforma che diventano legge il 13 maggio 1978 chiuse definitivamente i manicomi in Italia, restituendo ai pazienti psichiatrici la dignità di esseri umani. Da allora è stata fatta tanta strada per abbattere i muri del pregiudizio ed evitare l’esclusione e la segregazione di persone con disagio mentale, un percorso al quale ha contribuito anche la cooperativa sociale Arte, musica e caffè. Dal 2007 questa realtà sociale lavora con persone con problemi di schizofrenia, psicopatia, disagi comportamentali e sociali, e insieme ai loro familiari ha fatto rete cercando di restituire dignità e valore alla vita dei loro parenti più vulnerabili attraverso l'inserimento sociale e lavorativo. Nel 2008 ha aperto nel centro storico di Napoli, precisamente in Corso Vittorio Emanuele, lo “Sfizzicariello” che in breve tempo è diventata una rinomata “gastronomia sociale” dove eccellenze culinarie e rivalutazione sociale si sono fusi creando una realtà unica e speciale che non gode di finanziamenti pubblici.
Il progetto, insomma, sta in piedi da solo e chi lo anima crede fermamente che la cura di queste persone non passi solo attraverso le terapie e i farmaci, ma anche attraverso la possibilità di inserire nel contesto sociale e produttivo i ragazzi che ne fanno parte. Attualmente sono circa 15 i lavoratori con disagio mentale, affiancati da educatori, impegnati allo Sfizzicariello in cucina e nella vendita principalmente di piatti tipici della tradizione napoletana e campana, dagli antipasti ai dolci. Questi professionisti della buona tavola vengono tutti da zone differenti di Napoli, San Giovanni, Ponticelli, Bacoli e molti di loro, proprio grazie a questo lavoro, stanno superando difficoltà relazionali e molti limiti (o presunti tali), impegnandosi con successo in attività considerate complicate, almeno fino a quando questi ragazzi non le hanno rese assolutamente fattibili. “Serviva un posto che funzionasse come attività commerciale, ma allo stesso tempo avesse in sé il sociale. La cosa più banale che ci venne in mente fu quella di aprire una gastronomia: semplice come idea, ma rivoluzionaria perché non esistono realtà dove le persone con disagio psichico lavorano, cucinano, lavano, stanno dietro al bancone” hanno spiegato gli operatori di Arte, musica e caffè.
Da Sfizzicariello i ragazzi imparano ad essere autonomi nella vita di tutti i giorni, a prendere i mezzi pubblici da soli, a rispettare regole e turni lavorativi. Imparano a stare insieme, a supportarsi a vicenda e a relazionarsi con le altre persone, ma soprattutto imparano a recuperare autostima e il contatto con la realtà, un passo fondamentale per affrontare il disagio mentale, che invece andrebbe ad acuirsi stando troppo tempo in casa senza far nulla. Per Francesco, uno dei ragazzi impegnati dietro il bancone, prima “Le mie ore non passavano mai. Stavo sempre a casa a guardare il soffitto, mi scocciavo moltissimo, non avevo amicizie, stavo sempre da solo. Poi all’improvviso un raggio di luce, mi sono ritrovato in mezzo a persone che mi vogliono bene veramente. Prima non sapevo che fare, adesso ho uno scopo. Anche dal punto di vista economico, prima dovevo sempre chiedere aiuto a mamma, adesso mi sento più autonomo”. Un lavoro che, quindi, è parte di una vera e propria terapia che dimostra quanto l’aspetto relazionale sia la prima forma di psicoterapia.
A confermarlo è lo psichiatra Luigi Varuzza, che segue il progetto dalla sua nascita e una volta a settimana passa allo Sfizzicariello per stare con i ragazzi, seguirli, aiutarli a risolvere eventuali problemi e fare il punto della situazione. Varuzza non ha dubbi: “ci sono voluti anni, ma molti aspetti patologici adesso si sono ridimensionati”. Sfizzicariello oggi si occupa anche di catering per feste, cerimonie, congressi e banchetti, insomma crea lavoro e reddito dando non poche soddisfazioni a tutti i suoi dipendenti/utenti. Per Carlo Falcone, presidente della cooperativa e fratello di Luigi, che da "paziente" lavora da Sfizzicariello, “Bisogna rendere attive queste persone, alle volte siamo più noi ad aver paura di affrontare certe realtà. Ci sono genitori che hanno timore di farli uscire da soli di casa. La paura è comprensibile, ma ci sono sempre nuove possibilità di seguire queste persone e di renderle indipendenti. Qui alla cooperativa ci sono ragazzi che hanno il 100% di accompagnamento, vengono seguiti uno ad uno, in un percorso di crescita personale e professionale, fino a diventare autonomi. Ma è fondamentale che la famiglia collabori con noi, non possono essere solo lasciati qui”.
L’impegno sociale nato attorno allo Sfizzicariello non si limita alla gastronomia. Ogni mese c’è una riunione molto particolare che si chiama "Social Gym" ed è aperta a tutti. È il momento in cui si presenta l’attività al pubblico compresa quella legata ai tanti corsi e percorsi attivati dalla cooperativa: teatro, discipline olistiche, affettività, alfabetizzazione funzionale, cameriere di sala, banconista, aiuto chef… tutte occasioni per far incontrare “disagio e normalità”. Sì perché Sfizzicariello non è solo un luogo che fonde il gusto della tradizione napoletana con l’inclusione sociale, è soprattutto un luogo dell’anima, che fa da cura ai ragazzi che ci lavorano almeno quanto lo fa con i clienti e i curiosi, che una volta entrati possono rapportarsi con un mondo che spesso, per timore o pudore, si preferisce non vedere, rinunciando a capire quanto sia vero quanto cantava Caetano Veloso nella surreale canzone d’amore Vaca Profana: “Visto da vicino, nessuno è normale”, perché ognuno, a modo suo, è straordinario ed originale.
di Alessandro Graziadei
font.unimondo.org

Alessandro Graziade
Sono Alessandro, dal 1975 "sto" e "vado" come molti, ma attualmente "sto". Pubblicista, iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2009 e caporedattore per il portale Unimondo.org dal 2010, per anni andavo da Trento a Bologna, pendolare universitario, fino ad una laurea in storia contemporanea e da Trento a Rovereto, sempre a/r, dove imparavo la teoria della cooperazione allo sviluppo e della comunicazione con i corsi dell'Università della Pace e dei Popoli. Recidivo replicavo con un diploma in comunicazione e sviluppo del VIS tra Trento e Roma. In mezzo qualche esperienza di cooperazione internazionale e numerosi voli in America Latina. Ora a malincuore stanziale faccio viaggiare la mente aspettando le ferie per far muovere il resto di me. Sempre in lotta con la mia impronta ecologica, se posso vado a piedi (preferibilmente di corsa), vesto Patagonia, ”non mangio niente che abbia dei genitori", leggo e scrivo come molti soprattutto di ambiente, animali, diritti, doveri e “presunte sostenibilità”. Una mattina di maggio del 2015 mi hanno consegnato il premio giornalistico nazionale della Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue “Isabella Sturvi” finalizzato alla promozione del giornalismo sociale.



Aggiungi ai preferiti (5) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 21

Lascia il primo commento!
Commenti RSS

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il logi o registrati.

Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.6
AkoComment © Copyright 2004 by Arthur Konze - www.mamboportal.com
All right reserved

 
< Prec.   Pros. >





CORONAVIRUS......................................................


Chi se lo ricorda?

LUOGO COMUNE NEWS DELLA SETTIMANA (13-20 marzo 2020) Partecipano Giulietto Chiesa, Roberto Quaglia e Massimo Mazzucco


CORONAVIRUS: è stato il "pipistrello" Trasmesso su contro.tv



CoronaVirus

Coronavirus, una bellissima storia di eroismo
Vi racconto una storia bellissima, di cui tutti i giornali e le televisioni dovrebbero parlare. di Valeria Ciarambino ( Facilitatore del Team del Futuro - Area Sanità

Ieri mattina piuttosto presto mi arriva una chiamata mentre ero già impegnata in un’altra chiamata e dunque non faccio in tempo a rispondere. Poco dopo mi arriva un messaggio da un medico del pronto soccorso del Loreto mare, un ospedale glorioso ora svuotato per far posto ai contagiati da Covid e il Pronto Soccorso chiuso. Non riesco a credere a ciò che leggo: i medici del pronto soccorso chiuso, in un momento di così grave emergenza in cui i Pronto Soccorso sono al collasso e sulle ambulanze ci sono quasi ovunque solo infermieri, sono stati assegnati alla centrale operativa del 118, ovvero messi dietro una scrivania a rispondere al telefono. Una situazione stracomoda in un’emergenza drammatica come quella che viviamo, e senza alcun rischio. Eppure il medico che mi scrive mi implora di aiutare lui e i suoi colleghi perché possano tornare a lavorare anche GRATUITAMENTE in un qualunque Pronto Soccorso della Campania ad aiutare i loro colleghi. Ancora mi commuovo quando ne scrivo, non so chiamarli altrimenti se non eroi! Mi metto al telefono e chiamo immediatamente il direttore generale dell’Asl NA1 rappresentando l’assurdo di tenere dietro una scrivania e non in trincea degli emergentisti e manifestando la loro volontà di tornare subito sul campo. Il direttore comprende il valore della richiesta e in mezz’ora mi invia il provvedimento immediatamente esecutivo con cui i 3 medici vengono assegnati al Pronto Soccorso dell’ospedale San Paolo di Napoli, che da oggi ha 3 eroi in più a difendere le nostre vite. I giornali che scrivono di disertori, avessero il coraggio di mettere in prima pagina queste storie di eroismo. È questa la sanità campana, è soprattutto questa!
font.bolgdellestelle

Francesco Sole La Paura ai tempi del Coronavirus #lettera



Coronavirus detonatore di una crisi planetaria?

LEGGE MARZIALE col pretesto del CORONAVIRUS prima del CROLLO FINANZIARIO

Una lezione del corso di International Economics del professor Fabio Sdogati


Coronavirus 5G: LA DITTATURA SANITARIA E IL GRANDE FRATELLO di Luigi Baratiri




LA NUOVA FRONTIERA IL BARATTO..........................................



\n Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

-->


Login Form





Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
INFORMAZIONE LIBERA


Un gruppo di 30 sanitari albanesi è arrivato in Italia. Le parole del premier albanese: "Noi non siamo ricchi ma neanche privi di memoria, non abbandoniamo mai gli amici in difficoltà. Questa è una guerra che non si vince da soli.
ibr>
L'INVASIONE DEI MILITARI USA IN EUROPA, SPIEGATA MEGLIO - Manlio Dinucci - #Byoblu24


DIEGO FUSARO: Controinformazione. Cosa sta davvero accadendo? Carri armati, Ue, situazione economica


"Coronavirus: incomprensibile che vengano prese precauzioni diverse all'interno dell'UE" ► Michetti

  | Top |