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| Civitanova: richiesta di Referendum sull’Eco Zona |
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| Scritto da Administrator | ||||
| lunedì 08 marzo 2010 | ||||
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dal corriere adriatico tutto sull'eco-zona Civitanova Sarà un consiglio comunale acceso quello previsto per questa sera. L’Eco zona ha diviso amministrazione e commercianti, le cui sigle si sono ritrovate compatte nella protesta. Annunciata una presenza in massa della categoria nella sala consiliare per portare le loro proposte. Intanto il botta e risposta continua. L'assessore all'ambiente Sergio Marzetti parla di “una condanna, da parte dei commercianti, per un omicidio che non c'è stato né ci sarà”. “Quella dell'amministrazione è solo una bozza di progetto – spiega – basti dire che il dirigente al settore Ambiente ha consegnato al sindaco la proposta solo 4 giorni fa. Ci sono ancora parecchi aspetti da definire. Ad esempio, la durata dell'Eco-zona: non è detto che il divieto di ingresso in centro alle auto più inquinanti sia in vigore tutto l'anno. Come pure da definire le deroghe: solo residenti o anche categorie di professionisti (idraulici, elettricisti) che lavorano in centro?”. Insomma, l'Eco-zona è “una proposta che può essere modificata e migliorata”. “Il consiglio comunale aperto serve proprio a questo – continua – l'importante è che sia una discussione pacata e costruttiva, invece vedo una strumentalizzazione. Proprio per evitare questo rischio avevamo proposto di spostare la seduta a dopo le elezioni”. Giovanni Corallini, il delegato alla sicurezza che aveva illustrato il progetto, ribadisce che si tratta di una proposta aperta a suggerimenti. “Sono sorpreso della protesta dei commercianti – aggiunge – c'era già stato un incontro fra il sindaco ed alcuni rappresentanti della categoria – dice – i quali hanno fatto presente alcune proposte. Poi, però, qualcuno ha preferito alzare i toni facendo una campagna di disinformazione. E’ stato detto che tutto il centro sarebbe stato chiuso al traffico, con l'unico ingresso del lungomare sud. La proposta, invece, prevede un divieto per le auto vecchie di 10 o 20 anni. Il nostro obiettivo è quello di rendere il centro più vivibile, con lo studio sull'Eco-zona, l'ampliamento delle ciclabili, il collegamento veloce con bus navetta dalla periferia e dai parcheggi”. Intanto Manola Gironacci, fresca della nomina di presidente dell'Associazione Commercianti Civitanovesi, risponde alle accuse. “Questa categoria ha contribuito allo sviluppo della città – afferma – rendendola un polo di attrazione commerciale anche per le province limitrofe. Dire che siamo esagitati non è giusto. Siamo semplicemente preoccupati per i nostri posti di lavoro. I dubbi sull'Eco-zona sono scaturiti dalle dichiarazioni di Corallini. Siamo stati informati male? Forse la delibera per l'acquisto della segnaletica non è già stata pubblicata? Se ora si vuole aprire un tavolo di concertazione per trovare soluzioni comuni nel salvaguardare la salute dei cittadini senza danneggiare il commercio, ne siamo felici. E' quello che speriamo”. Emanuele Pagnanini, altro articolo Lo scontro tra economia e ambiente dal corriere adriatico Civitanova Da anni si discute del centro, di come renderlo più vivibile, di come abbattere il livello crescente di Pm10 e di come, al contempo, salvaguardare l’attività dei negozianti che operano in quello che è tra i centri cittadini più vivaci e ricco di attività commerciali della regione. Ora il dibattito, che coinvolge istituzioni, politica, commercianti, cittadini, associazioni ambientaliste e associazioni di categoria, si incentra sull’ipotesi di una Eco zona. Si tratta di alcune vie del centro (corso Umberto I, corso Dalmazia, corso Vittorio Emanuele, via Duca degli Abruzzi, piazza XX settembre, viale Matteotti e le traverse del borgo marinaro) lungo le quali sarebbe interdetto il transito delle auto euro 0,1 e 2, immatricolate prima del 1 gennaio del 2001. Misura che i commercianti considerano penalizzante in assenza di parcheggi e di posti auto a ridosso del centro. Civitanova Un referendum popolare con il quale i cittadini si possano esprimere sulla Eco zona. La richiesta verrà avanzata, nel corso del consiglio comunale aperto di domani sera, dall’associazione Citt@verde che è favorevole al progetto ma invoca che modalità e dettagli devono essere condivisi con la cittadinanza. Al centro dell’assise comunale, appunto, il progetto di chiusura di una parte del centro, ad est della ferrovia, alle auto euro 0,1 e 2 e l’elevato livello raggiunto dalle polveri sottili in città. Ad accrescere il clima già arroventato con cui ci si avvicina all’appuntamento, si è aggiunta l’assenza della stessa Citt@verde nella lista delle associazioni invitate dal Comune a prendere parte al consiglio e nella quale sono presenti solamente i sodalizi iscritti all’albo delle associazioni del territorio comunale. “Non capiamo – dicono quelli di Citt@verde – con che diritto il Comune decida quali sono le associazioni autorizzate a intervenire a un consiglio comunale aperto e quali no. Inoltre la non iscrizione all’albo è una scelta nostra dettata dal fatto che non intendiamo in alcun modo allinearci a una giunta che fa il bello e il cattivo tempo senza ascoltare la voce dei cittadini e violando regolamenti, come accaduto con il regolamento comunale in base al quale il Consiglio di domani si sarebbe dovuto tenere ben prima visto che era stato richiesto a dicembre con una raccolta di firme promosse dai consiglieri di minoranza e, in base al regolamento, si sarebbe dovuto tenere entro 15 giorni da quando era stata avanzata la richiesta”. Nell’aria c’è che la richiesta di referendum, o di altro sistema con il quale i cittadini possano essere coinvolti e resi partecipi, troverà l’appoggio non solo di altre associazioni sensibili alla tematica ambientale ma anche di quelle dei commercianti che nei giorni scorsi si sono anch’essi mobilitati per protestare contro la Eco zona. Ha infatti avuto un’adesione pressoché totale l’iniziativa di esporre il manifesto “9 marzo, l’inizio della fine” con il quale i negozianti hanno voluto fare un riferimento preciso al Consiglio di domani nel corso del quale si discuteranno i provvedimenti da adottare per abbattere le polveri sottili e si parlerà della Eco zona. In quasi tutti i negozi delle vie interessate dal progetto di Eco zona, sono apparsi i volantini di protesta che tra oggi e domani si allargherà anche ai ristoratori e agli albergatori che hanno fatto richiesta di ricevere anche loro il manifesto a lutto, simbolo di un commercio che, stando a quanto sostengono i negozianti, andrebbe a morire se dovesse andare in porto la Eco zona. nico coppari, Aggiungi ai preferiti (5) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 32
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