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eBooks: sorpasso storico ai libri di carta PDF Stampa E-mail
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giovedì 31 dicembre 2009
da wired Di Andrea Chirichelli |28 dicembre 2009

I casi sono due: o gli americani non sono grandi appassionati di lettura, e quindi il numero di copie da superare era davvero molto molto basso, oppure il Natale 2009 potrebbe essere ricordato come il più importante momento della storia della carta stampata dai tempi di Johann Gutemberg.

Secondo le stime di Amazon infatti, per la prima volta le vendite di e-book hanno superato quelle dei libri rilegati e fatti di carta.

Il dato è impressionante, perché di E-reader, tutto sommato, si parla da poco tempo, ma pare che questa tecnologia stia viaggiando, negli States, ad una velocità supersonica e si stia diffondendo molto più velocemente di quanto fosse lecito aspettarsi. In generale, il Natale 2009 sarà quindi ricordato come la festa dell'e-commerce.

I dati sciorinati dall'azienda di Jeff Bezos sono incredibili, specie se si considera il fatto che la crisi economica è ancora lontana dal terminare: Amazon, durante il giorno di punta del periodo natalizio, ha venduto qualcosa come 9.5 milioni di oggetti, al ritmo di 110 ordini al secondo. A novembre, Kindle, il lettore made in Amazon, aveva superato, grazie alla combinazione del lancio internazionale e del calo di prezzo negli States, ogni record di vendita, stracciando la concorrenza. L'uscita di alcuni libri molto attesi come il romanzo postumo di Michael Crichton, ed i nuovi best seller di Stephen King e Dan Brown, perfetti un pubblico di tecno appassionati, hanno certamente facilitato il raggiungimento di questo obiettivo. Kindle del resto sta dimostrando quanto possa essere efficace la leva del prezzo: a parità di titolo, la versione "digitale" è sempre più conveniente, moltissimi titoli "da catalogo" sono gratuiti e la distribuzione digitale potrebbe favorire lo sviluppo di case editrici di nicchia.

Ovviamente la strada che porta alla fine dei libri cartacei è ancora lunga (in fondo le pagine da sfogliare hanno sempre un fascino antico) . A pensarci bene, il "record" (i cui numeri sono sconosciuti, anche se Forrester Research stimava in 3 milioni il numero di lettori circolanti in America per la fine dell'anno) è dato dalla somma degli acquisti di Kindle e relativo software, ed è quindi abbastanza logico che le vendite di entrambi abbiano subito una decisa impennata.

In ogni caso, il 2010 sarà probabilmente l'anno degli e-book: la celebre società di consulenza Gartner, specializzata in tutto ciò che è riconducibile al mondo Wired, sostiene che il prossimo Natale potrebbe segnare la svolta decisiva in questo senso e che quello che è appena trascorso è stato solo un assaggio. Il fatto che sia in dirittura d'arrivo un tablet firmato Apple, potrebbe dare ulteriore spinta ad un fenomeno che, per ora, sembra però strettamente legato agli Stati Uniti. In Italia infatti gli e-book sono usati pochissimo, anche se la ragione della loro scarsa diffusione è facilmente spiegabile con la quasi totale assenza di prodotti in lingua nostrana (senza contare che in Europa, noi siamo anche il popolo che parla e legge peggio l'inglese).

In un paese dove si legge male (basti vedere chi c'è sempre in testa alle classifiche...) e si legge poco, la rivoluzione tecnologica di Kindle ed affini, potrebbe segnare la base per la riscossa delle case editrici nostrane le quali però, dimostrando un neoluddismo non indifferente, non sono state ancora capaci di cogliere l'opportunità e proporre dei modelli di vendita interessanti. Solo il fatto di andare in una libreria e trovare titoli classici ancora prezzati a 17-18 euro, nemmeno rappresentassero l'ultima strenna natalizia appena sfornata ed introvabile, ci fa capire quanto siamo indietro rispetto agli States (e a buona parte d'Europa). Insomma, siamo alle solite. Purtroppo.

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Provincia Macerata:“Assessori senza deleghe, incarichi professionali inutili” PDF Stampa E-mail
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martedì 29 dicembre 2009
dal corriere adriatico

L’attività della Provincia guidata dal presidente Capponi è al centro di un botta e risposta tra il capogruppo Pdl Erminio Marinelli e l’ex presidente Giulio Silenzi. Dall’ex presidente Silenzi riceviamo e pubblichiamo.

“Non si preoccupi Marinelli che non c’è nessun problema di ruolo. I ruoli sono stati ben definiti e il mio è quello di opposizione. Debbo rispondere, e lo faccio volentieri, agli 85.675 elettori che mi hanno dato la loro preferenza, e ricordo a Marinelli che la maggioranza degli abitanti di Civitanova, Macerata, Recanati, Tolentino, Potenza Picena e tanti altri comuni ancora, mi hanno dato fiducia. Intendo portare avanti il mio lavoro amministrativo e i miei programmi.

Detto questo, a Marinelli che mostra sempre intolleranza verso chi fa dei ragionamenti e verso i quali risponde senza entrare nel merito, torno a ribadire la mia critica alla giunta Capponi a sei mesi dall’insediamento. In merito alla crisi particolarmente pesante, come quella che stiamo vivendo, in sei mesi non si è mai riunito, se non negli ultimi giorni, il tavolo della concertazione delle forze economiche e sociali della provincia; è come se la crisi non ci fosse e la strategia della provincia è inesistente. C’è stata una polemica violenta nei confronti dello staff di quando ero presidente della Provincia e ora Capponi si è dato la stessa organizzazione solo con la falsità di assumere personale part time e di farlo invece lavorare a tempo pieno. Capponi e il centro destra avevano detto che non avrebbero dato incarichi esterni ed invece ne hanno dato due inutili di cui uno alla figlia del fondatore della Lega e l’altro al fidanzato della consigliera Parrucci. Capponi dice una cosa ma poi ne fa un’altra. Si stanno spendendo molte migliaia di euro; sono stati incaricati due giornalisti per due periodici che sono di mera propaganda. La provincia di Macerata è l’unica nelle Marche ad avere dieci assessori e di questi 10 assessorati non sono state date deleghe vere. Infatti Capponi è l’unico presidente di provincia in Italia che concentra su di se i poteri dell’esecutivo: ambiente, rifiuti, cave, urbanistica. Per non parlare poi dei ritardi sull’analisi delle falde; del Cosmari dove presidente è un rappresentante del centro destra costituendo un monopolio nella gestione dei rifiuti e questo contrariamente ad accordi precedenti. Marinelli invece delle solite frasi fatte entri nel merito delle cose dette”.

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Ho cambiato idea sull’Italia PDF Stampa E-mail
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martedì 29 dicembre 2009
[The Guardian]

Articolo di Società cultura e religione, pubblicato giovedì 24 dicembre 2009 in Gran Bretagna.

La mia storia d’amore con l’Italia è finita. L’idillio non c’è più. Ora vedo il Paese per quello che è veramente : razzista, di destra e corrotto.

Mi sono chiesto a lungo come iniziare questo articolo che spiega come mai ho cambiato idea sull’Italia, come mai nel corso dell’ultimo decennio il mio sdegno sia cresciuto sempre di più nei confronti di un paese e di una cultura che prima mi deliziavano così tanto, e come mai adesso non m’importa quasi per niente se un giorno tornerò a mettere piede su quella terra. Ma non avrei dovuto preoccuparmi, un articolo pubblicato dal Guardian mi ha dato lo spunto.

Il reportage di John Hooper su Coccaglio, paese vicino Brescia, raccoglie la maggior parte di quello che non va nell’Italia moderna in un pacco natalizio, confezionato con carta regalo molto particolare e chiuso con un meraviglioso fiocco come solo gli italiani sanno fare. Hooper ci racconta come il Natale a Coccaglio sia segnato da una ricerca condotta casa per casa per scovare immigrati irregolari (ovvero neri). La retata, promossa dal consiglio comunale locale controllato dalla Lega Nord, è stata ufficialmente denominata Operazione Bianco Natale e finirà, oh oh oh, il 25 dicembre. Un consigliere di Coccaglio ha dichiarato che il Natale è una festa dell’identità cristiana, non una celebrazione dell’ospitalità. L’intera operazione è stata salutata e appoggiata dal governo di Silvio Berlusconi.

Essendo un europeo del nord, sono cresciuto con la propensione nordeuropea a innamorarsi dell’Italia, un paese dove c’è tepore al posto di freddo, luce al posto di buio, estroversione al posto di introversione, passione al posto di repressione. Visitare l’Italia, come ho fatto per un bel po’ di anni della mia vita, voleva dire entrare nel mondo dei sensi, in un posto dove il cuore ha la meglio sul cervello, dove la bellezza prende il posto della bruttezza e dove la naturalezza sciolta e tollerante rimpiazza la severità abbottonata del mondo protestante. Col passare degli anni mi sono interessato alla lingua, all’arte, alla storia e ovviamente anche all’opera e alle donne. Sono rimasto affascinato anche dalla politica. La sinistra italiana sembrava possedere un modo tutto suo, colto e acuto allo stesso tempo, di vedere il mondo e il proprio Paese. Era una combinazione accattivante di socialismo e stile. Mi pareva che a Bologna avessero inventato la città moderna perfetta, combinando dinamismo intellettuale, un’amministrazione locale straordinaria e alcuni esempi della cucina migliore d’Europa. Come tanti altri della mia generazione, mi sono bevuto tutto quanto e mi chiedevo come mai noi inglesi non potessimo somigliare un po’ di più agli italiani.

Ma questo era tanto tempo fa. Adesso vedo le cose in maniera diversa. Sarebbe facile scaricare tutta la colpa su Berlusconi, sulla sua personalità grottesca, sulla sua corruzione, sulla sua mancanza di vergogna e sul suo razzismo , e fino ad un certo punto, certamente, lo faccio. Ciò che George W. Bush ha fatto per la reputazione mondiale degli Stati Uniti, Berlusconi l’ha fatto per la reputazione dell’Italia. Tuttavia, c’è una grossa differenza: l’ascesa di Bush ha reso possibile l’ascesa correttiva finale di Barack Obama. In maniera opposta, l’ascesa di Berlusconi sembra autoalimentarsi e sembra portare l’Italia sempre di più verso una politica controllata e dominata dai media. A volte ho paura che questo sia il nostro futuro anche nel Regno Unito se non staremo attenti. Il mio quiz natalizio per i lettori è questo: chi potrebbe essere il Berlusconi britannico?

Torniamo in Italia. Quando gli osservatori inglesi guardavano gli Stati Uniti un decennio fa e si chiedevano come avessero fatto ad eleggere qualcuno come Bush, c’era almeno una chiara risposta psefologica alla loro domanda (la quale non era semplicemente la risposta ovvia che nel 2000 non l’avessero eletto). Gli americani hanno scelto Bush due volte perché gli elettori americani, soprattutto i maschi bianchi, sono tendenzialmente, sia culturalmente sia politicamente, più a destra dei votanti maschi e bianchi nella maggior parte d’Europa.

Ci dobbiamo porre una domanda simile sugli italiani. Come hanno potuto eleggere Berlusconi, farlo una seconda volta e poi una terza? L’hanno fatto, sospetto, per le stesse ragioni psefologiche degli americani che hanno scelto Bush. Ripercorrendo gli ultimi 150 anni di storia italiana possiamo notare lunghi periodi di governo della destra, seguiti da un breve periodo di catastrofi e, successivamente, una riconferma della destra. L’Italia non è mai stata quel paradiso liberale di cui si illudono qualche volta i progressisti europei. In realtà è un Paese in cui c’è una maggioranza di destra. È molto più corrotto, depravato, razzista e anarchico di quanto i turisti di classe media, pieni di fantasie ispirate da EM Forster e che vedono solo quello che vogliono vedere, possano immaginare. Coccaglio non è un mero correttivo di tutto questo. L’Italia è così. Dimenticate l’Italia di Dante. Dimenticate l’Italia di Verdi. Dimenticate l’Italia delle vostre fantasie. Benvenuti nell’Italia che definisce una retata contro gli immigrati ‘Operazione Bianco Natale’, nell’Italia che dichiara che il Presidente degli Stati Uniti ha una bella tintarella, la stessa Italia che poi si mette anche a ridacchiare di queste cose.

[Articolo originale "I've changed my mind about Italy" di Martin Kettle]

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1.316 tonnellate di testate alla iprite scaricate al largo delle coste marchigiane PDF Stampa E-mail
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martedì 29 dicembre 2009
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Ai Presidenti delle Provincie di Ancona, Pesaro Urbino, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno
Ai Sindaci dei Comuni marchigiani
Loro sedi


Il coordinamento regionale delle Liste Civiche marchigiane chiede agli amministratori pubblici della regione di farsi portatori presso il Governo Italiano di una richiesta di:
- informazioni su quanto a conoscenza degli organi competenti in merito alla notizia diffusa a mezzo stampa e ripresa dai media nazionali circa l’esistenza di 1.316 tonnellate di testate alla iprite scaricate al largo delle coste marchigiane;
- informazioni sullo stato dei materiali abbandonati e sulla loro tossicità e pericolosità per la salute dei cittadini;
- eventuali programmi per il recupero e lo smaltimento dei residuati bellici.
In allegato le fonti inerenti alla notizia diffusa recentemente dal giornalista e autore dell’inchiesta Gianluca Di Feo nel corso della trasmissione “Linea Notte” di RAI 3.
Il coordinamento regionale delle Liste Civiche marchigiane

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Internauti ignoranti? Più navighi, più sei istruito PDF Stampa E-mail
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martedì 29 dicembre 2009
da wired Di Andrea Chirichelli |21 dicembre 2009 |Categorie: Internet, Cultura

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Passi un sacco di tempo online? Sei molto istruito. E viceversa. Già, proprio mentre i netizen permanentemente collegati alla Rete, per lavoro o diletto, vengono oramai quotidianamente bollati come pericolosi terroristi, uno studio realizzato dall'Eurostat dimostra che Rete ed istruzione vanno di pari passo. Ok, tutti noi abbiamo subito il trauma di una partita in deathmatch ad Halo 3, magari giocata assieme a simpatici ma vagamente rozzi adolescenti yankee che ti apostrofano a suon di "moron" o "faggot" (quando va bene), ma pare proprio che le persone che spendono più tempo su web siano coltissime. Anzi, lo studio, che si basa su dati inerenti persone di ogni sesso, età, ceto sociale e religione di tutta Europa, mette in stretta relazione il livello dell'istruzione degli internauti con il tempo che spendono navigando.

Il dato, che normalmente passerebbe inosservato, tra le miriadi di studi/indagini/sondaggi che quotidianamente vengono stilati da enti e società di consulenza, appare in un momento critico, specie in Italia, per la credibilità degli navigatori. Com'è possibile che in un simile scenario alcune persone possano abbassarsi ad aprire irripetibili gruppi su Facebook (tanto per citare il caso più recente), che generano polemiche che potrebbero portare a discutibili conseguenze per tutti? La risposta la dà, con grande garbo, proprio Debbie Frost, portavoce di Facebook che, ad un quotidiano italiano, ricorda che "l'ignoranza esiste, dentro e fuori da Facebook, e non sarà sconfitta nascondendola, ma piuttosto affrontandola a viso aperto".

Una bella risposta verso il Palazzo, che medita azioni censorie (come al solito di non meglio precisata natura) nei confronti di social network e affini che ha suscitato reazioni (giustamente) sdegnate da parte di assocazioni, testate on e off line e in generale di tutti coloro che usano internet per comunicare, scambiarsi idee, progetti, divertirsi e lavorare. Internet non fa distinzioni, accetta anche le mele marce e a tutti (per fortuna o purtroppo, dipende dai punti di vista) dà la possibilità di esprimere il proprio pensiero. Insomma, citando il Paolo Rossi di qualche anno fa (il comico, non il calciatore) "Come diceva Zarathustra, nella vita, che tu cammini e ti muovi, o ti siedi e lo aspetti, prima o poi uno stronzo lo incontri". Anche girando su internet, aggiungiamo noi. Non è il caso di drammatizzare, basta usare la testa, pensare e magari contare fino a dieci prima di scrivere.



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