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mercoledì 08 settembre 2010 |
Letterina scherzosa (ma non tanto). E chiediamo ai lettori di associarsi
di Federico Brusadelli
Caro Babbo Natale,
fai dimettere Minzolini
Mancano più di tre mesi, ma bisogna prepararsi. Bisogna avere le idee chiare. E sarebbe meglio essere uniti, con un unico obiettivo, condiviso e ragionato, in testa. Senza aspettare l’ultimo momento, come al solito, per imbarcarsi in avventure velleitarie. Sì, Natale si avvicina e il tempo stringe. Per questo, è il caso di incominciare a fare la lista dei desideri. Per questo vogliamo lanciare un’iniziativa ai nostri lettori. Un atto di impegno collettivo. Una sfida.Caro Babbo Natale, in cima alla nostra lista c’è Augusto Minzolini: prendilo con te, caro Babbo Natale. Fallo dimettere, portalo al polo nord, sulla tua slitta, dove ti pare, ma levalo dal Tg1. E regalaci un telegiornale tutto nuovo, degno di questo nome, che conosca almeno dove sta di casa il “pluralismo”, che sappia almeno uno dei tanti significati della parola “informazione” (e che la smetta, invece, di declinare in tutti i modi possibili la parola “propaganda”). Regalaci un telegiornale che ci parli un po’ meno di moda canina, di mostri marini e di diete innovative, per spiegarci magari, anche solo un pochino, che succede in Italia e nel mondo. Un telegiornale in linea con la grande tradizione del giornalismo Rai, non con i fogli d’ordine di lontana memoria. Un telegiornale con qualche dose di Capezzone in meno, per favore. Intendiamoci: nessuno vuole censurare Minzolini (qui, a differenza di altri paladini della libertà un po’ improvvisati, abbiamo contrastato la legge bavaglio senza tentennamenti). Il problema è che lui censura la realtà.È vero, è impegnativo, caro Babbo Natale. E per questo abbiamo deciso di chiedere ai nostri lettori di aiutarci, associandosi a questa letterina. Inviandoci anche le loro, via mail o via posta. Poi le raccogliamo, le mettiamo in uno scatolone e te le spediamo. Anzi ti veniamo noi a cercare per consegnartele. E poi, ci metteremo in attesa, ansiosi e speranzosi, fino al 24 dicembre. Un’iniziativa scherzosa, dai. Ma almeno non anticostituzionale. E di questi tempi è una rarità, fidati.
7 settembre 2010
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