banner475x1502.jpg
VIGNETTE !!!!!
vignette-elezioni-2013-a-caccia-di-grillini.jpg
il METEO.
Home
Contattaci
Notizie
Collegamenti web
divieto di ingresso
fb-divieto-di-accesso-politici-big.jpg
baratto online

">
 
Rassegna.it
CIVILTANO' - LA 7 NEWS
dal mondo
Intelligente come un polipo!

Che fine ha fatto Tartaglia?

L'uomo che nel 2009 colpì l'allora premier con una miniatura del Duomo è stato fotografato al centro commerciale di Peschiera Borromeo. Le immagini sul settimanale Oggi Nel 2009 ferì l’allora premier Silvio Berlusconi lanciandogli una miniatura del Duomo. Poi venne assolto perché riconosciuto incapace di intendere e di volere al momento del fatto. E a cinque anni di distanza Massimo Tartaglia è stato fotografato mentre partecipava a un casting per lavorare come Babbo Natale in un grosso centro commerciale a pochi chilometri da Milano, la Galleria Borromea di Peschiera Borromeo. Le foto sono state pubblicate dal settimanale Oggi, in edicola mercoledì 10 dicembre. Nessuno degli spettatori che ha assistito al casting lo ha riconosciuto. Alla domanda con chi avrebbe voluto pranzare nei panni di Babbo Natale, Tartaglia ha risposto a Oggi: “Se fossi Babbo Natale, credo che dovrei pranzare con la Befana, sbaglio?”. Ma non vorrebbe cenare con un’attrice o magari con un politico?: “Beh, i politici forse è meglio che li lasci perdere

MOSTRO IN ISLANDA

Il mostro del lago esiste davvero: "E' lungo 30 metri" Nessie, abitante del lago di Loch Ness, è ancora relegata a leggenda. Lagarfljótsormur, mostro del lago di Lagarfljót, è invece realtà. A confermarlo, il governo islandese
ISLANDA - Fino a poche ore fa era solo una leggenda. Niente di più e niente di meno che una sorta di "amico a distanza" di Nessie. Ma da oggi il lago "Lagarfljót" potrebbe superare la fama di quello di Loch Ness. "Lagarfljótsormur", un mostro di novanta metri, esiste davvero. A confermare l'esistenza del lungo serpente è stata una commissione governativa islandese che, con sette voti a favore e sei contrari, ha sancito l'autenticità di un filmato girato nel 2012 e che potete vedere qui sotto. Fino ad oggi il "mostro" era stato bollato come una semplice rete da pesca allungata, ma dopo la votazione della Commissione la versione ufficiale è che "Lagarfljótsormur" esiste. O forse - sottolineamo, forse - si tratta solo di una trovata pubblicitaria del governo per rilanciare il turismo. Forse.

MOSTRO MARINO IN VIETNAM

la notizia del ritrovamento di un gigante mostro marino in Vietnam, riportata dal sito giapponese Karapaia. Nel video la grossa e lunga creatura di colore grigio è circondata da una folla di persone, alcune delle quali impegnata ad ispezionare l'enorme bocca dell'imponente creatura, appoggiata su un rimorchio. Ma cosa potrebbe essere. un verme gigante, un mostro marino, un alieno o addirittura un esperimento animale finito male?

Attenti alle Sirene !!!!!




SCERZO NEL BAGNO DELLE RAGAZZE
LA FOTO DEL FANTASMA

ADAM Cantano con il vibratore


Tutti matti

Alieni in gabbia


spider cat Un gatto si è arrampicato sulla finestra di una porta esterna di una veranda, in perfetto stile Uomo Ragno, aprendo poi la porta per entrare in casa. Il filmato, inviato allo show televisivo America’s Funniest Home Videos, è diventato una hit su YouTube. un fotogramma dell'arrampicata Nella descrizione del filmato viene detto che il gatto si arrampica sul vetro: una prestazione assolutamente notevole, quella del felino, se fosse confermata. Più probabilmente, il gatto si arrampica su una zanzariera, ma questo non toglie nulla al “gesto atletico” del felino.

DONNA BARBUTA E SI PIACE COSI'

Harnaam Kaur soffre della sindrome dell'ovaio policistico, una patologia che fa crescere una folta peluria su braccia, petto e viso. La ragazza ha visto spuntare i primi peli a soli 11 anni e da lì si è trovata ad affrontare un vero dramma psicologico.
Per anni sono stati numerosi gli insulti e le offese che ha dovuto sopportare, persino minacce di morte da parte dei bulli. Oggi però sta bene e ride di tutto questo, grazie all'avvicinamento allo Sikhismo, una religione che vieta di tagliare i peli del proprio corpo.
Harnaam ha deciso di non tagliare più la barba in segno di rispetto verso sé stessa. "Dio mi ha creata così e devo essere contenta, ho imparato ad amarmi per ciò che sono, nulla può più turbarmi".

IO ERO UN ELFO

Ritorno a scuola “plastic free”: la battaglia parte dai bambini
Valutazione utente: / 0
Scritto da Administrator   
domenica 15 settembre 2019



Gli eventi “plastic free” non si fermano e ora arrivano anche nelle scuole. Perché nelle buone pratiche in difesa del nostro ambiente, i bambini devono avere sempre di più un ruolo da protagonisti. E proprio l’ambiente, una delle nostre 5 Stelle, sarà il tema centrale di Italia 5 Stelle nel week-end del 12 e 13 ottobre a Napoli.
Come MoVimento 5 Stelle, da mesi stiamo investendo energie e passione nella campagna “plastic free”, che rappresenta per noi una battaglia di civiltà storica alla quale nessuno ormai può sottrarsi. Dopo la challenge lanciata dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che ha coinvolto centinaia di istituzioni del Paese e tantissimi cittadini, per tutta l’estate il MoVimento 5 Stelle ha promosso iniziative #IoSonoPlasticFree con incontri di volontariato attivo per la sensibilizzazione all’eliminazione della plastica in diverse città.
Eventi, questi, collegati alla ricognizione dei principali porti italiani, un lungo progetto che ho voluto portare avanti personalmente insieme ad altri portavoce del MoVimento 5 Stelle, proseguirà ancora per tutto il mese.
Ora che settembre è arrivato e che le campanelle delle scuole stanno per suonare di nuovo, per domenica 15 abbiamo dato vita all’iniziativa “Ritorno a scuola #PlasticFree”, per sensibilizzare anche i più piccoli verso l’addio alla plastica. Una campagna che partirà dalla Campania, ma che in futuro ci auguriamo possa essere replicata altrove.
I ragazzi delle scuole elementari e medie che porteranno una bottiglia di plastica ai nostri gazebo, allestiti in 8 piazze della provincia di Caserta, riceveranno gratuitamente una borraccia riutilizzabile con la scritta #IoSonoPlasticFree. Vi aspettiamo dalle ore 10 a:
CASERTA: Piazza Vanvitelli – Porticato del Comune
SANTA MARIA CAPUA VETERE: Piazza Bovio
CASAPULLA: Piazza Giovanni XXIII
PORTICO DI CASERTA: P.zza F. Iodice
MACERATA CAMPANIA: Piazza Crocifisso
RECALE: Piazza Matteotti
SAN PRISCO: Via Agostino Stellato (piazza grande)
CASAGIOVE: Piazza degli Eroi

di Agostino Santillo ( Portavoce al senato del MoVimento 5 Stelle ) MoVimento 5 Stelle
font.blogdellestelle

Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (0) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 0

 
Analisi di un “disastro ambientale”
Valutazione utente: / 0
Scritto da Administrator   
sabato 14 settembre 2019



Quando si parla di “disastro ambientale” ci si riferisce spesso ad una calamità naturale particolarmente violenta. Tuttavia questo termine, se usato impropriamente, può generare confusione poiché, più che di disastri ambientali, sarebbe più corretto parlare di rischi legati alla manifestazione di certo evento naturale .
La differenza tra “rischio” e “disastro” è fondamentale. Secondo l’UNISDR (l’Ufficio delle Nazioni Unite che si occupa della riduzione dei rischi di catastrofi), col termine disastro si intende un serio impatto sull’integrità di risorse, economia e sicurezza di un determinato territorio, che supera la possibilità delle persone colpite di far fronte a tale situazione con le proprie forze. Un disastro non è di per sé, quindi, un mero evento climatico particolarmente impattante, ma è il risultato dalla combinazione di quattro fattori: la natura di un rischio (come inondazioni, terremoti, frane, tempeste ecc.), l’esposizione delle persone e delle loro proprietà ad esso, determinate condizioni di vulnerabilità e l’insufficiente capacità di ridurre o affrontare il potenziale danno. Molte delle persone che quotidianamente sono esposte a pericoli di origine naturale possono tranquillamente conviverci, poiché per niente, o poco, vulnerabili. Infatti, la vulnerabilità ad un determinato evento (ovvero la probabilità che chi è esposto ad un rischio possa restarne seriamente danneggiato) non è la stessa all’interno di un medesimo gruppo di persone, ma si differenzia a seconda di numerosi aspetti, fra questi il ceto sociale, il genere, l’età, le condizioni fisiche e mentali. Ne consegue che la vulnerabilità di una popolazione contribuisce al fatto che un evento naturale violento possa trasformarsi o meno in un disastro.
Nel mondo, l’esposizione di molte popolazioni ai disastri naturali è aumentata più velocemente di quanto non sia diminuita la loro vulnerabilità, generando nuovi rischi e impatti negativi in termini sociali, ambientali, economici, sanitari e culturali. Questo sia nel breve che nel lungo termine, con conseguenze particolarmente visibili a livello locale. I disastri possono variare d’intensità nello spazio e nel tempo: alcuni eventi possono essere molto brevi e concentrati geograficamente, come altri posso essere più prolungati e coinvolgere ampie porzioni di territorio. A tal proposito va ricordato che alcuni avvenimenti calamitosi possono derivare dall’accumulo di varie situazioni “stressanti” e iniziare molto gradualmente, causando però un inevitabile lento ma costante accumulo di conseguenze negative nell’arco di un tempo prolungato. E’ questo il caso della siccità, del cambiamento climatico, della degradazione ambientale o della desertificazione. Chi risulta più colpito di fronte a disastri naturali di “piccola” scala e a “lento” avvio sono sicuramente le comunità, soprattutto quelle a baso reddito, le famiglie e le piccole-medie imprese.
I disastri ambientali stanno quindi aumentando, sia in termini di frequenza che di potenza, compromettendo ogni anno migliaia di vite e la disponibilità di mezzi di sussistenza. Negli ultimi 40 anni la frequenza dei disastri naturali a livello mondiale è aumentata di circa tre volte, da ca. 1.300 eventi nel periodo 1975-1984 a più di 3.900 nel periodo 2005 – 2014. Nel dettaglio, il numero di fenomeni di origine geofisica come terremoti, eruzioni vulcaniche e tsunami è rimasto pressoché costante negli anni, mentre ciò che sorprende è il numero delle sciagure direttamente legate a clima ed eventi meteorologici, vistosamente in aumento nel periodo 1998-2017. Tra questi, i più frequenti sono sicuramente inondazioni e uragani che, nello stesso periodo di riferimento, hanno colpito più di 2 miliardi di persone (2). Inoltre, sempre i dati dell’UNISDR, riportano che le calamità legate al clima sono arrivate a quota 329 (media annua mondiale) negli ultimi vent’anni, il doppio del periodo 1978 – 1997.
L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), già nel 2007, avvertiva che il cambiamento climatico generato dalle attività umane sta gradualmente alterando la temperatura media globale, il livello dei mari, la durata e l’intensità delle precipitazioni, contribuendo alla comparsa di rischi metereologici molto più frequenti e imprevedibili, come uragani, siccità, inondazioni e ondate di caldo. Questo trend è particolarmente evidente nei territori rurali, dove le principali attività economiche sono ancora dipendenti dall’agricoltura. Inoltre, va sottolineato che il cambiamento climatico, causando appunto alterazioni nella frequenza, nell’intensità, nella geografia e nella durata degli eventi calamitosi, sta cogliendo impreparate fette di popolazione non abituate a fronteggiare tali circostanze .
Da un punto di vista prettamente economico emerge che il danno globale causato dalle calamità naturali nel recente periodo 2005-2014 è costantemente aumentato, raggiungendo circa 160 miliardi di dollari annui, un ripido aumento rispetto ai 36 miliardi di dollari/anno del periodo 1985 – 1994 (4). Fra le varie cause, i disastri naturali legati al clima risultano essere i più frequenti ma anche i più “costosi” da gestire, causando le maggiori perdite economiche.
Cosa fare di fronte a questa situazione? Essendo impossibile evitare il verificarsi di tali eventi, l’uomo può agire sulle altre tre variabili rimanenti che, come detto sopra, definiscono i disastri ambientali: esposizione, vulnerabilità e capacità di far fronte alle conseguenze negative. In poche parole, prevenzione. Risulta prioritario partire dalla riduzione del rischio e dalla vulnerabilità della popolazione potenzialmente coinvolta: lavorare sulla prevenzione al fine che un evento pericoloso non diventi un disastro, mitigare il suo impatto aiutando le persone e i loro territori a diventare resilienti (5). Gli sforzi richiesti per andare in questa direzione sono chiaramente enormi, ma è urgente e decisivo adottare una strategia che aiuti ad anticipare, pianificare, preparare, in vista del verificarsi di un evento naturale potenzialmente dannoso.
A tal proposito la letteratura scientifica spiega che gli interventi di prevenzione sono generalmente molto più convenienti se comparati alle misure di ripristino post-disastro: di fronte a 7 dollari spesi per le operazioni di soccorso e ripristino, ne viene speso solamente 1 per le operazioni di prevenzione ex-ante (6). La prevenzione è quindi più efficace, conveniente e tende a generare impatti positivi in termini economici, ma anche in termini di vite salvate e di salute pubblica in generale. Un bilancio numericamente conveniente, anche se gli impedimenti che ostacolano un sistema di prevenzione robusto e capillare sono numerosi. Fra questi sicuramente una mancanza di risorse, cosa molto, troppo, accentuata nei cosiddetti PVS (Paesi in Via di Sviluppo), poca lungimiranza e perspicacia da parte della classe politica, una scarsa comprensione, consapevole o meno, dei possibili rischi e impatti, e l’alta visibilità mediatica di fronte agli interventi post-disastro (7-8). Ne risulta che non investire nella gestione preventiva del rischio naturale è un’occasione persa per fare un importante passo verso una gestione sostenibile dell’ambiente, delle risorse economiche, e una società meno vulnerabile.
di Lucia Michelini, classe 1984, è una professionista bellunese che si occupa di ambiente ed educazione.
font.unimondo.org


Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (1) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 2

 
Alle origini della schiavitù italiana dalla plastica
Valutazione utente: / 0
Scritto da Administrator   
venerdì 06 settembre 2019
Si fa presto a dire plastica. Come il ferro, o l’acciaio, in altre epoche e in altri luoghi, la plastica ha segnato la storia della cultura e della società italiana.
Siamo negli anni ’50. L’Italia è un paese fiaccato dalla guerra, che ha bisogno di ritrovare l’ottimismo per preparare il boom economico che sta per esplodere. L’etica del risparmio, che fino a quel momento aveva caratterizzato gli italiani da Nord a Sud, doveva essere convertita per agevolare la capacità produttiva del paese verso la creazione di prodotti per il periodo di pace. Valori come sobrietà, parsimonia, risparmio vengono considerati un ostacolo allo sviluppo della società. Il consumo non è più visto negativamente, come esempio di sfrenatezza o immoralità, ma come mezzo di emancipazione sociale.
Un articolo di Edmondo Berselli apparso su Repubblica nel 2004, ci descrive bene quegli anni. E ci descrive l’Italia come “una Nazione che ha imboccato la via verso la modernizzazione. Un po’ a casaccio, ma l’ha imboccata. (…) E il 1954, pur scontando tutto il grigiore provinciale dell’Italietta del centrismo, è un anno seminale, in cui cominciano le trasmissioni televisive, nasce un programma come La domenica sportiva (…). E di un regista vicino al Pci come Luchino Visconti esce uno dei capolavori, il decadentissimo Senso, mentre Federico Fellini si impone con La strada, Pier Paolo Pasolini pubblica La meglio gioventù, Moravia i Racconti romani, e Einaudi traduce i Minima Moralia di Adorno. Insomma, c’è una certa esuberanza mentale e psicologia, per essere un Paese che non aveva ancora compiuto il primo decennio dalla fine della guerra“.
Fu in questo contesto che arrivò la plastica.
Il Polipropilene, cioè la plastica come la conosciamo oggi, sarà prodotto industrialmente dal 1957 col marchio “Moplen”, rivoluzionando le case di tutto il mondo ma entrando soprattutto nella mitologia italiana del “boom economico”.
Scrive ancora Berselli: “il brevetto del polipropilene avrebbe dato una spinta formidabile al cambiamento delle abitudini quotidiane, creando di fatto i nuovi oggetti della vita comune, le nuove “cose della casa”. È il mondo dei consumi che entra nelle case, modifica i comportamenti e soprattutto altera le aspettative. È come se una pulsione sotterranea si facesse sentire dentro una società compressa, mettendola in tensione e preparandola alle straordinarie novità che si sarebbero manifestate poco più tardi: con la motorizzazione di massa, l’Autostrada del Sole e naturalmente Mike Bongiorno”. “Da questo punto di vista, il Moplen è un prodotto perfetto. Serve per fare tutto, stoviglie e giocattoli, componentistica per le automobili, bacinelle per l’acqua, in case che avevano magari appena ricevuto l’acqua corrente”.
Guardate questo spot apparso a Carosello in quegli anni con l’indimenticato Gino Bramieri.



Un simile universo cognitivo, la galassia in espansione di informazione, pubblicità, spettacolo e intrattenimento collettivo, aveva bisogno di una politica adeguata. (…) Le famiglie andavano in vacanza, la riviera si affollava. Stavano finendo gli anni d’acciaio e di ghisa, modellati dalla contrapposizione rigida fra lavoro e capitale. Adesso tutto diventava più fluido, «trasparente e flessibile».
“Nel regno della plastica, avremmo visto di lì a poco i primi giochi “globali”, come l’hula hoop. (…) Ma per qualcuno dei ragazzi cresciuti nelle strade degli anni Cinquanta, il miracolo, lo sviluppo, il progresso avranno sempre la tinta artificiale delle Cinquecento e la trasparenza di una bacinella colorata, un Moplen capace di far diventare rosa shocking o ultra-celeste il colore dell’Italia”.
L’arrivo dell’usa-e-getta avrebbe “liberato” gli italiani dalla fatica di lavare i piatti. Nessuno poteva sapere, all’epoca, che quella libertà artificiale sarebbe diventata la schiavitù del nuovo secolo. La plastica avrebbe invaso nei decenni successivi l’intero habitat umano, i mari, e i fiumi e gli oceani.
Il sogno si sarebbe trasformato in un incubo, con cui adesso dobbiamo fare i conti.
font.blogdellestelle

Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (11) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 14

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 4 di 743





NIGERIA TV..........................................................
NIGERIA TV



MOTIVAZIOI ASSOLUZIONE BERLUSCONI PROCESSO RUBY




Sirene, ilmistero svelato su DISCOVERY


squalo mangia squalo


STRAORDINARIO


UKRAINA..TV...........................................
Login Form





Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
WEBCAM WORLDWEBCAM....................................
Parigi
Vai alla webcam Paris, Eiffel Tower - EiffelCam 285 a Europa / Francia / Quartier des Invalides


vivere di sola frutta

PALAS Civitanova Marche





  | Top |