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Intelligente come un polipo!

Che fine ha fatto Tartaglia?

L'uomo che nel 2009 colpì l'allora premier con una miniatura del Duomo è stato fotografato al centro commerciale di Peschiera Borromeo. Le immagini sul settimanale Oggi Nel 2009 ferì l’allora premier Silvio Berlusconi lanciandogli una miniatura del Duomo. Poi venne assolto perché riconosciuto incapace di intendere e di volere al momento del fatto. E a cinque anni di distanza Massimo Tartaglia è stato fotografato mentre partecipava a un casting per lavorare come Babbo Natale in un grosso centro commerciale a pochi chilometri da Milano, la Galleria Borromea di Peschiera Borromeo. Le foto sono state pubblicate dal settimanale Oggi, in edicola mercoledì 10 dicembre. Nessuno degli spettatori che ha assistito al casting lo ha riconosciuto. Alla domanda con chi avrebbe voluto pranzare nei panni di Babbo Natale, Tartaglia ha risposto a Oggi: “Se fossi Babbo Natale, credo che dovrei pranzare con la Befana, sbaglio?”. Ma non vorrebbe cenare con un’attrice o magari con un politico?: “Beh, i politici forse è meglio che li lasci perdere

MOSTRO IN ISLANDA

Il mostro del lago esiste davvero: "E' lungo 30 metri" Nessie, abitante del lago di Loch Ness, è ancora relegata a leggenda. Lagarfljótsormur, mostro del lago di Lagarfljót, è invece realtà. A confermarlo, il governo islandese
ISLANDA - Fino a poche ore fa era solo una leggenda. Niente di più e niente di meno che una sorta di "amico a distanza" di Nessie. Ma da oggi il lago "Lagarfljót" potrebbe superare la fama di quello di Loch Ness. "Lagarfljótsormur", un mostro di novanta metri, esiste davvero. A confermare l'esistenza del lungo serpente è stata una commissione governativa islandese che, con sette voti a favore e sei contrari, ha sancito l'autenticità di un filmato girato nel 2012 e che potete vedere qui sotto. Fino ad oggi il "mostro" era stato bollato come una semplice rete da pesca allungata, ma dopo la votazione della Commissione la versione ufficiale è che "Lagarfljótsormur" esiste. O forse - sottolineamo, forse - si tratta solo di una trovata pubblicitaria del governo per rilanciare il turismo. Forse.

MOSTRO MARINO IN VIETNAM

la notizia del ritrovamento di un gigante mostro marino in Vietnam, riportata dal sito giapponese Karapaia. Nel video la grossa e lunga creatura di colore grigio è circondata da una folla di persone, alcune delle quali impegnata ad ispezionare l'enorme bocca dell'imponente creatura, appoggiata su un rimorchio. Ma cosa potrebbe essere. un verme gigante, un mostro marino, un alieno o addirittura un esperimento animale finito male?

Attenti alle Sirene !!!!!




SCERZO NEL BAGNO DELLE RAGAZZE
LA FOTO DEL FANTASMA

ADAM Cantano con il vibratore


Tutti matti

Alieni in gabbia


spider cat Un gatto si è arrampicato sulla finestra di una porta esterna di una veranda, in perfetto stile Uomo Ragno, aprendo poi la porta per entrare in casa. Il filmato, inviato allo show televisivo America’s Funniest Home Videos, è diventato una hit su YouTube. un fotogramma dell'arrampicata Nella descrizione del filmato viene detto che il gatto si arrampica sul vetro: una prestazione assolutamente notevole, quella del felino, se fosse confermata. Più probabilmente, il gatto si arrampica su una zanzariera, ma questo non toglie nulla al “gesto atletico” del felino.

DONNA BARBUTA E SI PIACE COSI'

Harnaam Kaur soffre della sindrome dell'ovaio policistico, una patologia che fa crescere una folta peluria su braccia, petto e viso. La ragazza ha visto spuntare i primi peli a soli 11 anni e da lì si è trovata ad affrontare un vero dramma psicologico.
Per anni sono stati numerosi gli insulti e le offese che ha dovuto sopportare, persino minacce di morte da parte dei bulli. Oggi però sta bene e ride di tutto questo, grazie all'avvicinamento allo Sikhismo, una religione che vieta di tagliare i peli del proprio corpo.
Harnaam ha deciso di non tagliare più la barba in segno di rispetto verso sé stessa. "Dio mi ha creata così e devo essere contenta, ho imparato ad amarmi per ciò che sono, nulla può più turbarmi".

IO ERO UN ELFO

Noi, i ribelli dell’Oro rosso. Da noi la passata di pomodoro è etica
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domenica 17 giugno 2018



Lavorano dodici ore al giorno sotto il sole, fino a morire di fatica. Vivono accampati a migliaia in tendopoli o stipati in ghetti fatiscenti, ai margini dei campi dove vengono prodotte le primizie made in Italy. Sono soprattutto lavoratori stagionali stranieri, perché lo sfruttamento viaggia di pari passo con il fenomeno della tratta dei migranti, ma ci sono anche i braccianti italiani, come Paola Clemente, la 49enne di San Giorgio Jonico stroncata dal caldo due anni fa, mentre lavorava nei campi a 2 euro l’ora. Per tutti le regole non scritte dei caporali dell’agromafia sono più o meno le stesse: nessun contratto, un salario tra i 22 e i 30 euro al giorno - meno della metà dei minimi legali - e poi tantissimo lavoro a cottimo, unito a un corollario di violenze, ricatti, abusi come la sottrazione dei documenti, i guanti venduti a peso d’oro, il trasporto o il cibo a prezzi imposti, da pagare agli stessi aguzzini, sotto la minaccia concreta di essere lasciati a casa.
È a quest’inferno che vogliono sottrarsi i ragazzi della salsa SfruttaZero, il pomodoro senza sopraffazioni, coltivato dagli attivisti di Diritti a Sud e di Solidaria, insieme a un gruppo di migranti registrati e pagati regolarmente nelle campagne della Puglia, la regione più martoriata dalla piaga del caporalato. «Coltivare i campi senza sfruttamento è possibile e noi lo stiamo facendo», spiega Rosa Vaglio, portavoce di Diritti a Sud, che già da tre anni partecipa alla gestione del progetto SfruttaZero, con notevole successo. «Siamo partiti nell’estate del 2016, con una produzione di 2500 vasetti di salsa», racconta. «L’anno scorso siamo arrivati quasi a 20mila vasetti, tra il terreno coltivato a Nardò e quello di Bari, e quest’anno saranno ancora di più», prevede.
L’oro rosso si vende bene nei Gas, nelle fiere e nella rete di FuoriMercato e il marchio comincia ad essere conosciuto, anche grazie al Premio Livatino, che gli è stato assegnato nel 2016 per sostenere il forte impegno antimafia. «Ormai riceviamo ordini dalla Germania, dalla Francia e dall’Austria, oltre che dall’Italia», si rallegra Vaglio. Il progetto, avviato un po’ per provocazione nel cortile di una scuola occupata, si è allargato a terreni regolarmente affittati a Nardò e nel quartiere Japigia di Bari, con l’intenzione di diventare un’attività stabile, anche grazie ai finanziamenti della Chiesa Valdese e di Banca Etica. «L’idea è nata nel ghetto di Nardò, dove vivevano centinaia di migranti ammassati in una baraccopoli degradata, ma l’iniziativa non è partita solo per combattere lo sfruttamento degli stranieri. Vogliamo dignità per tutti, anche per noi giovani, oppressi dalla disoccupazione che attanaglia tutto il Meridione. Qui al Sud c’è poco lavoro anche per chi ha studiato: tra noi ci sono ragazzi laureati, con master e dottorati, che non riescono a inserirsi, mentre ci troviamo di fronte a gente che trasforma il lavoro agricolo in un abisso di sofferenza», ragiona Vaglio.
Gli attivisti di Diritti a Sud e Solidaria, invece, hanno deciso di rimboccarsi le maniche e creare una realtà diversa, dove poter lavorare dignitosamente a fianco dei braccianti venuti dall’altra sponda del Mediterraneo: «La salsa per noi ha un elevato valore simbolico, di incontro fra i popoli e perciò cerchiamo di produrla in maniera genuina, abbiamo fatto dei corsi di agricoltura naturale e non usiamo prodotti chimici sui nostri campi». I ragazzi di SfruttaZero sui loro vasetti vogliono metterci la faccia, come si vede anche dalle etichette, decorate con i ritratti dei lavoratori che hanno contribuito a produrre quella salsa. I costi, naturalmente, sono superiori. Registrare regolarmente i collaboratori significa ridurre i margini di guadagno e perdere competitività rispetto alle aziende che prosperano sul lavoro nero e quindi possono tenere i prezzi più bassi. Nel suo ultimo rapporto su «Agromafie e caporalato», la Flai Cgil ha censito 80 distretti agricoli basati sullo sfruttamento, con varie forme di illegalità e infiltrazione mafiosa nell’intera filiera, che si arricchisce di un’economia sommersa da 14-17 miliardi di euro. SfruttaZero, dunque, gioca a Davide contro Golia: di fronte a un mostro di queste dimensioni, è chiaro che le barriere all’ingresso per una piccola realtà artigianale sono molto alte.
«Trovare un campo da affittare è difficile. I terreni sono prevalentemente nelle mani di pochi grandi latifondisti, mentre gli appezzamenti più piccoli spesso sono abbandonati perché di proprietà di famiglie sfaldate, con eredi sparsi in giro per il mondo, ma quest’anno siamo riusciti a trovare due ettari qui a Nardò da coltivare: abbiamo già messo in terra ventimila piantine», spiega Vaglio. Per ora l’associazione ha solo 5 collaboratori contrattualizzati, tre italiani, un tunisino e un sudanese, ma quando inizierà la raccolta, verso il 10 luglio, ci sarà bisogno di molta più manodopera. «L’anno scorso abbiamo fatto 21 contratti agricoli», racconta Vaglio, che quest’anno prevede di farne qualcuno in più. È una goccia nel mare del mezzo milione di persone schiavizzate nelle campagne italiane, in base ai calcoli della Flai Cgil. Ma è pur sempre un passo avanti nella direzione giusta.
di Elena Comelli
font. Corriere.it/unimondo.org


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Il discorso di Conte
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mercoledì 06 giugno 2018



Il presidente del Consiglio ha ottenuto la fiducia a Palazzo Madama: "Assumo l'incarico mosso solo da spirito di servizio". Riforma fiscale, apertura alla Russia, taglio vitalizi tra i punti di rottura col passato.
Il testo integrale del discorso
Introduzione della flat tax, reddito di cittadinanza, apertura alla Russia, potenziamento della legittima difesa, "mettere fine al business dell'immigrazione", elogio del populismo. Sono questi alcuni dei punti chiave del discorso programmatico al Senato del presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte (CHI E'), su cui l'assemblea si è espressa questa sera con il voto di fiducia (I NUMERI). Un discorso, quello del premier designato, che è sembrato marcare una netta discontinuità con i passati esecutivi
"Ascolto, esecuzione e controllo"
Il suo programma si basa, ha spiegato in aula lo stesso Conte, "su tre pilastri: ascolto, esecuzione e controllo". Conte ha parlato per un'ora e 11 minuti, è stato interrotto da 61 applausi, e in sostanza ha passato in rassegna i punti del contratto per il cambiamento firmato da Lega e Movimento 5 stelle durante le faticose trattative per la formazione del governo. "Difenderò interesse dei cittadini"
"Bisogna offrire risposte concrete ai bisogni dei cittadini", esordisce il presidente del Consiglio. Poi i primi applausi della maggioranza dopo queste parole: "Assumo questo compito con umiltà ma anche con determinazione, con la consapevolezza dei miei limiti ma anche con la passione e l'abnegazione di chi comprende il peso delle altissime responsabilità a me affidate - afferma Conte -. Sono profondamente onorato di poter offrire il mio impegno e le mie competenze per poter difendere l'interesse dei cittadini di questo meraviglioso Paese".
"Se essere populisti è ascoltare bisogni della gente, lo rivendichiamo"
Nel proprio discorso il presidente del Consiglio replica alle accuse di populismo al governo Lega-M5s: "Le forze politiche che integrano la maggioranza di governo sono state accusate di essere populiste e antisistema. Se populismo è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo".
"Orgogliosi di un cambiamento radicale"
Il premier Conte rivendica la novità costituita dal governo Lega-M5s, utilizzando ancora la parola "cambiamento": "Come già ho anticipato mi propongo a voi, e a attraverso voi, come avvocato che tutelerà l'interesse dell'intero popolo italiano", spiega. "Qualcuno ha considerato questa novità in termine di cesura con la storia repubblicana, quasi un attentato alle tradizioni non scritte. Tutto vero, dirò di più: non credo si tratti di una semplice novità, la novità è che abbiamo affrontato un cambiamento radicale del quale siamo orgogliosi".
"Basta business dell'immigrazione"
Spazio poi alle priorità del programma di governo con l'annuncio di molte novità rispetto al passato: "La prima preoccupazione del governo saranno i diritti sociali, che nel corso degli ultimi anni sono stati progressivamente smantellati con i risultati che conosciamo". Poi i delicati temi dell'immigrazione e della sicurezza: "Il cambiamento è in una giustizia rapida ed efficiente e dalla parte dei cittadini, con nuovi strumenti come la class action, l'equo indennizzo per le vittime di reati violenti, il potenziamento della legittima difesa. Metteremo fine al business dell'immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello di una finta solidarietà". La legittima difesa è un tema che sta molto a cuore della Lega ed è stato oggetto di battaglie in Parlamento nella scorsa legislatura. Dopo una prima approvazione alla Camera, l'approvazione del disegno di legge sulla materia si è arenato. Per quanto riguarda la gestione dei flussi migratori e l'accoglienza, si punta a ulteriori cambiamenti radicali dopo gli accordi internazionali stipulati dal ministro Minniti nella precedente esperienza di governo.
"Non siamo razzisti"
"Non siamo e non saremo mai razzisti - rassicura Conte -. "Vogliamo che le procedure di accertamento di status di rifugiato siano veloci e siano certe. Noi difendiamo e difenderemo gli immigrati che arrivano regolarmente sul nostro territorio. Per garantire l'indispensabile integrazione dobbiamo combattere le forme di sfruttamento legate al traffico di esseri umani". "Crescita in quadro di stabilità e di fiducia dei mercati"
Sull'economia, il premier Conte tranquillizza: "L'eliminazione del divario di crescita tra l'Italia e l'Unione Europea è un nostro obiettivo, che dovrà essere perseguito in un quadro di stabilità finanziaria e di fiducia dei mercati". I cittadini, afferma Conte, "hanno diritto a pagare in maniera semplice tasse eque. C'è di nuovo che il debito pubblico lo vogliamo ridurre, ma vogliamo farlo con la crescita della nostra ricchezza, non con le misure di austerità che, negli ultimi anni, hanno contribuito a farlo lievitare". Su questo punto potrebbe concretizzarsi la volontà della maggioranza Lega-M5s di ricontrattare alcune norme europee su bilancia e stabilità dei conti dei Paesi.
"Apertura verso la Russia"
Conte ha anche ricordato la collocazione delll'Italia nell'alleanza atlantica ma allo stesso tempo ha annunciato una novità nei rapporti con Mosca: "Saremo fautori di un'apertura verso la Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale". Si tratterebbe di un'inversione netta rispetto agli ultimi governi italiani, che avevano introdotto sanzioni per la Russia dopo la guerra in Crimea, a partire dal 2014, adeguandosi in quanto Stati membri alle decisioni dell'Unione Europea.
Taglio dei costi della politica
Sul taglio dei costi della politica, Conte assicura: "Questo Governo intende agire con risolutezza sul taglio delle pensioni e dei vitalizi dei parlamentari". Sul taglio dei vitalizi nella scorsa legislatura era fallito il tentativo del disegno di legge Richetti (Pd). Il promotore della legge aveva tentato di inserirlo nell'ultima manovra finanziaria della legislatura ma la sua richiesta era stata respinta e l'esame della legge al Senato non era stato più calendarizzato. Reddito di cittadinanza: "Prima rafforzeremo centri per l'impiego"
Su una delle misure più attese, il reddito di cittadinanza, Conte ha spiegato che non verrà introdotta subito: "Ci proponiamo, in una prima fase, di rafforzare i centri per l'impiego" per "sollecitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro con la massima efficienza e celerità possibili". Nella seconda fase, ha detto Conte, "verrà erogato il sostegno economico vero e proprio. L'obiettivo del governo è assicurare un sostegno al reddito a favore delle famiglie più colpite dal disagio socio-economico", un beneficio "commisurato alla composizione del nucleo famigliare" e "condizionato alla formazione professionale e al reinserimento lavorativo", ha concluso il premier. Il reddito di cittadinanza sarebbe una novità assoluta nella legislazione italiana, anche se nelle battute finali della scorsa legislatura era entrato in vigore il Reddito di inclusione, un sussidio per le famiglie sotto la soglia di povertà di un importo variabile da un minimo di 187,5 euro a un massimo di quasi 490 euro al mese.
"L'obiettivo è la flat tax"
Il presidente del Consiglio conferma le intenzioni del governo gialloverde di arrivare alla flat tax: "Ci ripromettiamo di introdurre misure rivoluzionarie che conducano a una integrale revisione del sistema impositivo dei redditi delle persone fisiche e delle imprese", spiega Conte. "L'obiettivo è la 'flat tax', ovvero una riforma fiscale caratterizzata dall'introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni che possa garantire la progressività dell'imposta, in piena armonia con i principi costituzionali". Per Conte l'evasione va combattuta anche "inasprendo l'esistente quadro sanzionatorio amministrativo e penale, al fine di assicurare il carcere vero per i grandi evasori". Anche la flat tax sarebbe una novità assoluta in Italia, e ridurrebbe a una o due la moltitudine di aliquote presenti nel regime fiscale italiano. "Daspo ai corrotti"
Il premier Conte annuncia una lotta dura alla corruzione: "Combatteremo la corruzione con metodi innovativi come il 'daspo' ai corrotti e l'introduzione dell'agente sotto copertura". Le misure annunciate da Conte sono delle novità e andrebbero a integrare quelle della legge anticorruzione approvata in Parlamento nel 2012, che tra le altre cose ha istituito l'Autorità nazionale anticorruzione.
Tutta l'aula applaude Soumaila Sacko
Maggioranza e opposizione si sono uniti in una standing ovation per la condanna espressa da Conte per l'uccisione del sindacalista maliano Soumaila Sacko avvenuta in Calabria. Tutti i senatori si sono levati in piedi per applaudire. "A lui e alla sua famiglia dobbiamo un commosso pensiero", dice il premier.
Giustizia: "Riforma della prescrizione". In aula coro "fuori la mafia dallo Stato"
Sul capitolo giustizia, il premier annuncia pene più severe per la violenza sessuale e una "riforma della prescrizione". Lungo applauso dell'aula nel passaggio sul contrasto alle mafie: "Contrasteremo con ogni mezzo le mafie, aggredendo le loro finanze". Dai seggi si leva il coro: "Fuori la mafia dallo Stato", prontamente bloccato dall'intervento della presidente del Senato Elisabetta Casellati.
font.skytg24


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L’insostenibile leggerezza del turismo
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mercoledì 06 giugno 2018



L’idea che la maggior parte delle nostre vacanze possa al massimo definirsi responsabile, ma quasi mai sostenibile, non è una novità. La vacanza, o meglio la possibilità di avere tempo e denaro per viaggiare, è, infatti, un conquistato diritto di una buona parte dei cittadini dei soli paesi industrializzati, ma è un diritto non privo di controindicazioni visto che è capace di spostare fuori dai propri confini più di 600 milioni di nomadi del benessere che lasciano casa e lavoro per trasformarsi in una gigantesca “mandria in transumanza stagionale”, alla quale vanno aggiunti gli spostamenti interni, che secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo (Unwto) sarebbero addirittura 8 volte superiori a quelli internazionali. Non è un caso, quindi, che soprattutto negli ultimi decenni, il turismo sia diventato non solo una delle principali industrie mondiali, più importante di quella automobilistica, dell’acciaio, dell’elettronica e dell’agricoltura, ma anche una delle meno sostenibili, generando un’impronta di carbonio “degna” di un comparto che muove circa 5.000 miliardi di dollari all’anno di fatturato, genera il 6% del prodotto lordo del pianeta e impegna più di 120 milioni di lavoratori.
Fino ad oggi però non era chiarò quanto l’industria del turismo fosse impattante visto che le principali ricerche sul tema avevano quantificato l’impronta di carbonio dei vacanzieri limitandosi ad alcuni aspetti specifici delle attività turistiche come hotel, ristoranti, servizi, eventi e infrastrutture, senza analizzare l’impatto di tutte le catene di approvvigionamento del comparto turistico dai voli ai souvenir. Ora lo studio “The carbon footprint of global tourism”, pubblicato su Nature Climate Change da un team delle università australiane di Sidney e del Qeensland, ha messo sotto la lente d'ingrandimento l’impatto di tutta la filiera turistica in ben 189 Paesi, dimostrando il vero costo dei nostri viaggi e non lasciando più alcun dubbio sulla sua portata, visto che per i ricercatori australiani “L’impronta globale delle emissioni di gas serra legate al turismo globale è quattro volte maggiore rispetto alle stime precedenti” e “sta crescendo più velocemente del commercio internazionale”.
Lo studio, guidato dall’Integrated Sustainability Analysis supply-chain research group dell’università di Sydney è una valutazione completa della crescita dei viaggiatori internazionali e delle entrate del turismo la cui diretta conseguenza è che “tra il 2009 e il 2013 l’impronta di carbonio globale del turismo è aumentata da 3,9 a 4,5 miliardi di tonnellate di CO2 equivalenti”, quattro volte più delle stime precedenti e pari a circa l’8% delle emissioni globali di gas serra. Per questo per la coordinatrice dello studio, Arunima Malik, della School of Physics dell’università di Sidney, questa complessa ricerca, che ha richiesto un anno e mezzo di lavoro per completare e integrare più di un miliardo di catene di approvvigionamento turistico e il loro impatto sull’atmosfera, “colma una lacuna cruciale utile all’Organizzazione mondiale del turismo e all’Organizzazione meteorologica mondiale per quantificare, in modo completo, l’impronta turistica nel mondo includendo contributi importanti dell’industria turistica come i trasporti aerei e lo shopping”.
Secondo Ya-Yen Sun della Business School dell’università del Queensland e della National Cheng Kung University di Taiwan, che ha contribuito allo studio “È fondamentale ripensare al turismo come un’attività a basso impatto” e la comunità internazionale dovrebbe prendere in considerazione la sua inclusione in futuro negli impegni climatici, come l’Accordo di Parigi, “legando i voli internazionali a sempre più necessarie carbon tax o carbon trading schemes utili a ridurre la futura crescita incontrollata delle emissioni legate al turismo”. Per il gruppo di ricerca australiano è chiaro, infatti, che il trasporto aereo è il fattore chiave della pesante impronta ecologica del turismo e che questa industria ad alta intensità di carbonio comprenderà una percentuale sempre più significativa di emissioni globali. In futuro per i turisti pagare per una riduzione a lungo termine del carbonio nel prezzo di un viaggio aereo potrebbe essere l’unica soluzione per contenere l’inquinamento. Un costo che per la Malik è diverso a seconda del reddito visto che “Quando le persone guadagnano più di 40.000 dollari all’anno, la loro impronta di carbonio derivante dal turismo aumenta del 13% per ogni aumento del 10% del reddito” ha concluso la Malik. Anche se il World travel and tourism council (Wttc) ha ricordato, per voce di Rochelle Turner direttrice ricerca del Wttc, “che gli sforzi dell’industria turistica per tagliare le emissioni di carbonio sono da tempo un impegno concreto” è evidente che questo impegno è in buona parte insufficiente. La soluzione al momento sta negli stili di vita e nella capacità dei turisti/consumatori di riconoscere quale sia il loro impatto su una destinazione e quanta acqua, rifiuti ed energia è possibile utilizzare per non alterare l’equilibrio delle popolazioni visitate. Una prospettiva che ci fa capire quanto il turismo, di per se insostenibile, debba almeno essere sempre più responsabile. Alessandro Graziadei
di Alessandro graziadei
font.unimondo.org

Alessandro Graziadei
Sono Alessandro, dal 1975 "sto" e "vado" come molti, ma attualmente "sto". Pubblicista, iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2009 e caporedattore per il portale Unimondo.org dal 2010, per anni andavo da Trento a Bologna, pendolare universitario, fino ad una laurea in storia contemporanea e da Trento a Rovereto, sempre a/r, dove imparavo la teoria della cooperazione allo sviluppo e della comunicazione con i corsi dell'Università della Pace e dei Popoli. Recidivo replicavo con un diploma in comunicazione e sviluppo del VIS tra Trento e Roma. In mezzo qualche esperienza di cooperazione internazionale e numerosi voli in America Latina. Ora a malincuore stanziale faccio viaggiare la mente aspettando le ferie per far muovere il resto di me. Sempre in lotta con la mia impronta ecologica, se posso vado a piedi (preferibilmente di corsa), vesto Patagonia, ”non mangio niente che abbia dei genitori", leggo e scrivo come molti soprattutto di ambiente, animali, diritti, doveri e “presunte sostenibilità”. Una mattina di maggio del 2015 mi hanno consegnato il premio giornalistico nazionale della Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue “Isabella Sturvi” finalizzato alla promozione del giornalismo sociale.

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